Una storia politica comune con le donne con disabilità

«Vogliamo una storia politica comune con le donne con disabilità»: è questa una delle motivazioni che ha spinto l’UDI Catania (Unione Donne in Italia) ad inserire un’azione di “Sostegno al 2° Manifesto delle Donne e delle Ragazze disabili” nell’ambito di “8 mesi stop femminicidio”, manifestazione contro la violenza di genere, avviata nel settembre scorso e che si protrarrà sino alla fine di maggio del nuovo anno, avendo come filo conduttore l’importante tema della “Dimensione del rischio nella vita delle donne”

Inger Nova Jorgensen, "Dissent of the Form - Pink Hair"

Ha al centro una figura femminile stilizzata, con le braccia protese all’indietro, il viso proteso verso l’alto e una folta chioma rosa: è “Dissent of the Form – Pink Hair” (“Dissenso della forma – Capelli rosa”) di Inger Nova Jorgensen, l’opera scelta per illustrare l’edizione 2018-2019 di “8 mesi stop femminiciio”, la manifestazione dell’UDI Catania contro la violenza di genere

Ha preso il via il 26 settembre scorso, e proseguirà fino al 26 maggio del prossimo anno, un’iniziativa ormai consolidata, promossa dall’UDI Catania (Unione Donne in Italia), contro la violenza di genere. Si tratta di 8 mesi stop femminicidio e nell’attuale edizione avrà come filo conduttore l’importante tema della Dimensione del rischio nella vita delle donne.
Nell’àmbito dell’iniziativa verranno messe in evidenza le connessioni tra le diverse attività portate avanti dall’associazione siciliana. Mediterranea, ad esempio, affronterà la dimensione del rischio nella vita delle donne negli scenari di guerra che si affacciano sul Mar Mediterraneo, «richiamando alcuni tra gli innumerevoli episodi di mancata assistenza nei confronti delle donne e dei loro bambini in zone di guerra, bombardate e poi sfollate, di violenza e di discriminazione nei processi di riabilitazione e ricostruzione post-conflitto, di violenze connesse alla presenza di contingenti in funzione di peace-keeping o di basi militari, di violenza nelle carceri e nei centri di raccolta dei migranti».
Donne e mafie, altro esempio, farà emergere l’impegno delle donne siciliane e catenesi dell’UDI che, da sempre, contrastano la struttura patriarcale della famiglia mafiosa, e le diverse forme di violenza di cui si alimenta (prostituzione e tratta, violenza su donne migranti, caporalato ecc.).

A questo punto vale la pena ricordare che l’UDI Catania è stata una delle prime organizzazioni  a ratificare il Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea, ed è anche una delle più intraprendenti nel promuovere il Manifesto stesso. Infatti, proprio nell’àmbito di 8 mesi stop femminicidio è prevista una specifica azione di Sostegno al 2° Manifesto delle Donne e delle Ragazze disabili.
Scrivono, a tal proposito, Giovanna Crivelli e Adriana Laudani: «La riflessione sulla “dimensione del rischio nella vita delle donne e delle ragazze disabili” è centrale nel lavoro politico di questi 8 mesi, non ci sarà più strategia politica di UDI Catania che non comprenda questo tema. Un mondo inclusivo è il mondo che vogliamo, l’abilità fisica o mentale non può essere una condizione di privilegio sociale, i diritti delle persone disabili non possono non essere riconosciuti come diritti civili. Il tema della discriminazione multipla che colpisce donne e ragazze disabili non è stato recepito adeguatamente dal femminismo. Noi sappiamo che non sarà mai più assente dai nostri pensieri, dalle nostre pratiche, dalle nostre strategie politiche: noi femministe dell’UDI Catania contrasteremo la sottovalutazione e il silenzio che rende “normale” la discriminazione, la segregazione, la limitazione della libertà delle donne e delle ragazze disabili. Vogliamo una storia politica comune, vogliamo ascoltarne e imparare, includere conoscere e condividere storie e lotte. In questi 8 mesi porteremo nelle scuole la riflessione sull’abilismo interiorizzato, allo stesso modo in cui riflettiamo e contrastiamo la misoginia interiorizzata.
Mai più senza le donne e le ragazze disabili».

Qualche volta, parlando con le altre donne della condizione delle donne con disabilità, possiamo scorgere interesse e attenzione, alcune volte anche sorpresa, per non avere mai colto certe sfumature. Ma è la prima volta che delle donne si dispongono ad andare nelle scuole, nelle piazze e nei luoghi d’incontro all’insegna di «vogliamo una storia politica comune» con le donne con disabilità.
Ci auguriamo che le donne con disabilità siciliane colgano l’invito dell’UDI Catania, perché sarebbe davvero ora di iniziare a scriverla questa storia politica comune.

Responsabile di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, Peccioli (Pisa), nel cui sito la presente riflessione è già apparsa. Viene qui ripresa – con minimi riadattamenti al diverso contenitore – per gentile concessione.

Per approfondire ulteriormente il tema Donne e disabilità, oltreché fare riferimento al lungo elenco di testi da noi pubblicati, presente a questo link, nella colonnina a destra dell’articolo intitolato Voci di donne ancora sovrastate, se non zittite, si può anche accedere al sito di Informare un’h, alle Sezioni dedicate rispettivamente ai temi: Tutto sul Secondo Manifesto Europeo sui Diritti delle Donne e Ragazze con Disabilità, La violenza nei confronti delle donne con disabilità e Donne con disabilità.

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