Accessibilità degli studi medici: a Torino c’è una positiva inversione di rotta

Nel 2015, di fronte alla richiesta della CPD di Torino (Consulta per le Persone in Difficoltà) di poter mappare l’accessibilità degli studi dei medici e dei pediatri di base del capoluogo piemontese, l’Ordine dei Medici aveva risposto che non sarebbe stato possibile diffondere il relativo questionario, perché un censimento del genere avrebbe portato a una «discriminazione tra medici». Oggi, invece, si registra un’inversione di rotta, grazie alla stessa CPD torinese, il cui costante impegno in questo àmbito potrebbe fungere da “apripista” per iniziative analoghe in altre zone del Paese

Gabriele Piovano e Valerio Fabio Alberti

Gabriele Piovano (a sinistra), presidente della CPD di Torino, insieme a Valerio Fabio Alberti, direttore generale dell’ASL Città di Torino

Che cosa aveva risposto nel 2015 l’Ordine dei Medici della Provincia di Torino alla CPD (Consulta per le Persone in Difficoltà), di fronte al progetto di quest’ultima denominato Una vita accessibile, ovvero alla richiesta di poter mappare, tramite un questionario, l’accessibilità degli studi dei medici e dei pediatri di base del capoluogo piemontese? Che non sarebbe stato possibile diffondere quel questionario, perché un censimento del genere avrebbe portato a una «discriminazione tra i medici».
Di ciò avevamo riferito a suo tempo anche nel nostro giornale ed è quindi con piacere che oggi, a tre anni e mezzo di distanza, registriamo una decisa inversione di rotta, grazie al costante impegno in questo ambito della stessa CPD torinese.

Nei giorni scorsi, infatti, il presidente di tale organizzazione, Gabriele Piovano, ha incontrato il direttore generale dell’ASL Città di Torino Valerio Fabio Alberti, per sottolineare ancora una volta che attualmente, «quando una persona con disabilità si reca allo sportello dell’ASL per scegliere il medico, non ha alcuna informazione su quali siano gli studi accessibili sul territorio». «Chiediamo dunque la collaborazione dell’ASL Città di Torino – è stata l’istanza posta da Piovano – e dell’Ordine dei Medici, per raggiungere finalmente l’obiettivo».

«Il dottor Alberti – ha riferito a margine dell’incontro un soddisfatto Presidente della CPD – ha fornito la piena disponibilità. E sembrano aprirsi delle porte anche sul fronte dell’Ordine dei Medici, che fino a un po’ di tempo fa era ostile all’idea».
E del resto, quello dell’accessibilità degli studi dei medici e pediatri di basi è un problema che non riguarda certo solo Torino. Il capoluogo piemontese, quindi, può diventare “apripista” per iniziative analoghe in tante altre zone d’Italia. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: uffstampa@cpdconsulta.it.

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