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Undici domande chiave sul “Dopo di Noi” rivolte alle Istituzioni

Tavolo dei relatori dell'incontro di Roma del 20 novembre 2018 sul "Dopo di Noi"

Il tavolo dei relatori all’incontro pubblico di Roma sulla Legge 112/16, organizzato da Casa al Plurale

«La Legge 112/16 [“Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”, meglio nota come “Legge sul Dopo di Noi” o “sul Durante e Dopo di Noi”, N.d.R.] richiede un cambio di paradigma a Famiglie e Istituzioni: serve tempo affinché siano messe in campo tutta una serie di azioni complesse e per questo abbiamo voluto mettere allo stesso tavolo quelli che per noi sono i due attori principali, ovvero il Comune di Roma e la Regione Lazio. L’obiettivo di Famiglie, Associazioni e Istituzioni, infatti, è arrivare a un progetto personalizzato e centrato sul desiderio autentico, intimo di ciascuna persona: vedrete che costerebbe molto meno di un ipotetico “standard”».
Lo ha dichiarato Luigi Vittorio Berliri, presidente di Casa al Plurale, il Coordinamento delle Case Famiglia per persone con disabilità, minori in difficoltà e donne con bambini in situazioni di grave fragilità sociale a Roma e nel Lazio, a margine dell’incontro pubblico promosso il 20 novembre scorso a Roma e intitolato Legge “Dopo di Noi”: a che punto siamo per l’attuazione nella Regione Lazio e nel Comune di Roma?, già presentato nelle scorse settimane dal nostro giornale.
Insieme allo stesso Berliri, vi hanno partecipato tra gli altri Alessandra Troncarelli, assessora alle Politiche Sociali della Regione Lazio; Laura Baldassarre, assessora alla Persona, alla Scuola e alla Comunità Solidale del Comune di Roma; la senatrice Annamaria Parente; Tiziana Biolghini, dirigente dell’Area Sussidiarietà Orizzontale, Terzo Settore e Sport della Regione Lazio; Raffaella Modafferi, dirigente del Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute di Roma Capitale; Mariano Pergola dell’Associazione Vedere Oltre, in rappresentanza delle Associazioni di Famiglie; Enzo Razzano della Fondazione Italiana Verso il Futuro, in rappresentanza degli Enti Gestori di Case Famiglia per l’accoglienza di persone con disabilità adulte.

«La Legge 112/16 semplifica la vita solo a chi mette a disposizione degli immobili? Si tiene conto di percorsi di autonomia già maturati tra persone con disabilità? I fondi stanziati restano ai Municipi? Chi assicurerà per tutta la vita futura della persona con disabilità la copertura delle spese tra Stato, Regione, Comune, Municipio e ASL?»: ebbene, da queste tracce di quesiti, Casa al Plurale ha messo insieme undici domande chiave che nel corso dell’incontro del 20 novembre sono state discusse e dipanate insieme al Comune di Roma e alla Regione Lazio, dalle Associazioni, dagli Enti Gestori di Case Famiglia, dai Municipi di Roma Capitale, dalle Consulte Municipali e Regionali sulla Disabilità.
Il testo integrale di quelle domande, con le relative risposte raccolte durante l’incontro, è ora disponibile online, nel sito di Casa al Plurale (a questo link) e ne suggeriamo senz’altro la consultazione ai Lettori.

«La Legge 112 – ricorda in conclusione Berliri – finanzia la realizzazione di interventi innovativi di residenzialità per le persone con disabilità grave, ovvero soluzioni alloggiative di tipo familiare e di co-housing, e tuttavia soltanto in Lombardia alcuni progetti di vita di persone con disabilità sono stati redatti, valutati, finanziati con le risorse del Fondo Nazionale per il “Dopo di Noi” e, finalmente, avviati». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@casaalplurale.org (Carmela Cioffi).