Anche il Comune di Bergamo nel lungo elenco di chi ha aderito a quel Manifesto

Si deve soprattutto all’impegno della UILDM di Bergamo (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), se anche il Comune di Bergamo – come già hanno fatto tante altre organizzazioni ed enti – ha aderito al “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”, tramite una Deliberazione del Consiglio Comunale che impegnerà tra l’altro il Sindaco e la Giunta della città orobica «a diffondere la conoscenza del suddetto Manifesto fra i cittadini affinché si diffonda l’ottica di genere nell’approccio alle problematiche legate alla disabilità»

Giovane donna in carrozzinaSi deve al lungo e paziente lavoro preparatorio della UILDM di Bergamo (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), se anche il Comune di Bergamo ha deciso di aderire al Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea.
In tal senso va ricordato che era stata proprio la UILDM Nazionale la prima Associazione ad adottare, già nel mese di settembre 2017, questo importante strumento politico-operativo. Da allora, anche le Sezioni territoriali dell’Associazione sono chiamate a integrare la variabile del genere nelle politiche in tema di disabilità.
Nello specifico della Sezione di Bergamo, un ringraziamento speciale va a Edvige Invernici, Angelo Carozzi ed Olivia Osio, per l’impegno nel richiamare l’attenzione sulla discriminazione multipla alla quale sono esposte le donne con disabilità in ragione del loro essere simultaneamente donne e persone con disabilità.

Questi, nel dettaglio, i contenuti della Deliberazione con la quale il Consiglio Comunale della città orobica ha impegnato il Sindaco e la Giunta:
«Ad aderire al “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”. Ad integrare la prospettiva di genere nella programmazione delle proprie politiche sulla disabilità, anche avvalendosi delle indicazioni contenute nel “Secondo Manifesto”. A diffondere la conoscenza del suddetto Manifesto fra i cittadini affinché si diffonda l’ottica di genere nell’approccio alle problematiche legate alla disabilità. A proseguire nell’impegno a tutto tondo contro la violenza sulle donne, che merita di essere affrontata e debellata in ogni sua forma e circostanza, avendo con ciò riguardo ad un approccio che sappia tenere in debito conto anche l’eventuale condizione di disabilità della vittima». (Simona Lancioni)

La presente nota riprende per gentile concessione – con alcuni riadattamenti al diverso contenitore – un testo già apparso nel sito di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, Peccioli (Pisa), di cui Simona Lancioni è responsabile.

Le 47 organizzazioni ed enti che hanno aderito finora al Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea:
° ABC Sardegna (Associazione Bambini Cerebrolesi)
° A buon diritto. Associazione per le libertà
° ADV
(Associazione Disabili Visivi)
° AIAS Bologna (Associazione Italiana Assistenza Spastici)
° AIPD (Associazione Italiana Persone Down)
° AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla)
° ANGSA Sassari (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici)
° ANPA Sardegna (Associazione Nazionale Persone Autistiche)
° ASARP (Associazione Sarda per l’Attuazione della Riforma Psichiatrica)
° Associazione Blindsight Project
° Associazione Differenza Donna
° Associazione Diversamente
° Associazione Femminile Maschile Plurale,
Ravenna
° Associazione Figura Sfondo, Tortolì (Ogliastra)
° Associazione Giulia, Sardegna
° Associazione Gli Amici di Nemo, Arzachena (Olbia-Tempio)
° Associazione Italiana Sindrome X Fragile Sardegna
° Associazione La città felice, Catania
° Associazione SensibilMente, Olbia
° AUS Montecatone (Associazione Utenti Unità Spinale Montecatone), Imola (Bologna)
° AVI (Agenzia per la Vita Indipenente), Roma
° Casa delle donne, Ravenna
° Centro Antiviolenza – Mai più Violate
° Centro Down
, Cagliari
° CERPA Italia (Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell’Accessibilità)
° CGIL Catania, Dipartimento Politiche di Genere
° CGIL Nazionale, Ufficio Politiche Attive per le Disabilità
° Cittadinanzattiva Cagliari
° Collagene VI Italia
° CoMa ONLUS
(Consultorio Maschile), Nuoro
° Comune di Arborea (Oristano)
° Comune di Bergamo
° Comune di Buggerru
(Sud Sardegna)
° Comune di Cagliari
° Comune di Decimomannu
(Città Metropolitana di Cagliari)
° Comune di Escolca (Sud Sardegna)
° Comune di Sassari
° DPI Italia (Disabled Peoples’ International)
° Emilia-Romagna. Assemblea Legislativa: Commissione per la Parità e per i Diritti delle Persone
° FIRST (Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela dei diritti delle persone con disabilità)
° FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)
° Rete La Ragna-Tela, Catania
° UDI (Unione Donne in Italia)
° UDI Catania (Unione Donne in Italia)
° UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti)
° UICI Catania (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti)
° UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare)

Per approfondire ulteriormente il tema Donne e disabilità, oltreché fare riferimento al lungo elenco di testi da noi pubblicati, presente a questo link, nella colonnina a destra dell’articolo intitolato Voci di donne ancora sovrastate, se non zittite, si può anche accedere al sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, Peccioli (Pisa), alle Sezioni dedicate rispettivamente a Tutto sul Secondo Manifesto Europeo sui Diritti delle Donne e Ragazze con Disabilità, Donne con disabilità e La violenza nei confronti delle donne con disabilità.

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