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Lo stress del caregiver

Statua di Atlante

«È così inappropriato – si era chiesto a suo tempo su queste stesse pagine Giorgio Genta – paragonare la vita del caregiver familiare a quella di Atlante, il personaggio mitologico condannato dal dio Giove a tenere sulle spalle l’intera volta celeste?»

«La cura di un figlio con disabilità neuromotoria richiede un enorme investimento in termini psicofisici ed emotivi. Il genitore affronta e gestisce, ogni giorno, situazioni complesse, faticose e spesso ansiogene, che richiedono competenza, lucidità e flessibilità. Un impegno costante e protratto nel tempo che può sfociare in condizioni di “stress cumulativo” ed esaurimento psicofisico. Focalizzandosi infatti sulle necessità del proprio bambino, spesso i genitori trascurano il proprio benessere. Ma prendersi cura di sé è una necessità, per potersi prendere cura al meglio anche del benessere dei figli, per poter affrontare nel migliore dei modi, con equilibrio, energia e la massima serenità possibile, tutte le complesse sfide dell’avventura di crescere un figlio con disabilità»: è un tema assai spesso presente sulle nostre pagine, quello che sarà al centro del seminario intitolato Lo stress del caregiver, promosso dalla Fondazione Ariel per la mattinata di sabato 19 gennaio (ore 10-13), presso l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano).

A condurre l’incontro sarà la psicologa e psicoterapeuta Maria Grazia Cassitto, «grazie al cui contributo – come spiegano i promotori del seminario – impareremo a conoscere e riconoscere lo stress e i suoi aspetti ed effetti sul corpo e sulla psiche, individuare gli indicatori di benessere e malessere per poterli meglio prevenire e affrontare».
La partecipazione è gratuita (ma previa iscrizione) e aperta in particolare a genitori e familiari di bambini con disabilità e ai volontari interessati. Per l’occasione, nella sala attigua sarà predisposto lo spazio Un sabato per voi, curato dai volontari di Ariel e rivolto a bimbi e bimbe, per consentire ai loro familiari di seguire i lavori con tranquillità. (S.B.)

Per iscrizioni e informazioni: fondazione.ariel@humanitas.it; francesca.naboni.ariel@humanitas.it.