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La RAI deve mettere al centro la promozione della solidarietà

Cavallo di Viale Mazzini alla sede della RAI

Il “Cavallo morente” di Francesco Messina, alla sede nazionale di Roma della RAI in Viale Mazzini

«All’inizio di marzo scadrà la proroga concessa dal Ministro per lo Sviluppo Economico per la presentazione del piano industriale e del progetto operativo RAI, ad un anno dall’approvazione del Contratto di Servizio RAI 2018-2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 marzo 2018 e nel Contratto stesso una delle annunciate novità fu quella di una “particolare attenzione alle offerte che favoriscano la coesione sociale”»: inizia così una nota congiunta prodotta da Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore – rete cui aderisce anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – e da Stefano Tabò, presidente di CSVnet, organismo che associa e rappresenta la quasi totalità dei Centri di Servizio per il Volontariato.
L’obiettivo è segnatamente quello di lanciare un messaggio con cui chiedere alla più grande azienda culturale italiana di mettere al centro la promozione della solidarietà.

«Nei princìpi generali del Contratto di Servizio, all’articolo 2 – sottolineano Fiaschi e Tabò – si parla della necessità “di raggiungere le diverse componenti della società, prestando attenzione alla sua articolata composizione in termini di genere, generazioni, appartenenza etnica, culturale e religiosa, nonché alle minoranze e alle persone con disabilità, al fine di favorire lo sviluppo di una società inclusiva, equa, solidale e rispettosa delle diversità e di promuovere, mediante appositi programmi ed iniziative, la partecipazione alla vita democratica”. È quindi fondamentale garantire l’impegno perché tutto questo venga effettivamente soddisfatto».

«In particolare all’articolo 25 (lettera o) – proseguono la Portavoce del Forum e il Presidente di CSVnet -, quello riguardante gli Obblighi specifici del servizio pubblico, si chiede alla RAI di “dotarsi di un sistema di analisi e monitoraggio della programmazione che sia in grado di misurare l’efficacia dell’offerta complessiva in relazione agli obiettivi di coesione sociale”. Consideriamo questo tema, così come è stato autorevolmente richiamato più volte dal presidente della Repubblica Mattarella, un obiettivo nevralgico del servizio pubblico radiotelevisivo, in grado di “ricucire l’Italia” e dare fiducia ai cittadini. Riteniamo pertanto che la messa in atto del sistema permanente di misurazione previsto dalla norma citata sia necessario e urgente».

«Come rappresentanti della stragrande maggioranza delle realtà del volontariato, dell’associazionismo e delle imprese sociali che quotidianamente operano per il benessere del nostro Paese – conclude la nota -, ci auguriamo quindi di essere ascoltati su questo strumento di analisi e monitoraggio. Auspichiamo inoltre la costituzione del Comitato previsto dall’articolo 23 del Contratto di Servizio, “quale sede permanente di confronto fra il Ministero e la RAI che, con carattere consultivo, esprime pareri e avanza proposte in ordine alla programmazione sociale e alle iniziative assunte dalla RAI” nei confronti delle persone con disabilità». (S.B.)

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