Stiamo imparando a lavorare

«Anche perché ho capito quanto è importante per me lavorare, essere adulto e responsabile», come ha dichiarato uno dei giovani con sindrome di Down coinvolti nel progetto dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) denominato “Chi trova un lavoro trova un tesoro”, che nelle scorse settimane ha vissuto la partenza dei suoi primi tirocini, tra i 68 previsti, in Italia – tra gli altri quello al Servizio Cucina e Tavola del Quirinale – e anche all’estero

Tirocinio AIPD Cosenza

Giovane dell’AIPD di Cosenza coinvolto in uno dei tirocini di lavoro promossi dall’Associazione

«Speriamo che questo intenso percorso di orientamento e formazione, vissuto da tutti i giovani con sindrome di Down con serietà e motivazione, sia utile a far trovare loro quanto prima il proprio posto nel mondo del lavoro. Le positive risposte finora pervenute dalle aziende ci fanno pensare che sarà così, se non per tutti,almeno per la maggior parte».
A dirlo è Monica Berarducci, responsabile dell’Osservatorio sul Mondo del Lavoro dell’AIPD Nazionale (Associazione Italiana Persone Down), in vista della partenza, nelle scorse settimane, dei primi tirocini, tra i 68 previsti, in Italia e all’estero, per giovani con sindrome di Down della rete promossa dalla stessa AIPD.
Si tratta dell’“avanguardia” di un contingente complessivo di 98 persone con sindrome di Down, coinvolte in Chi trova un lavoro trova un tesoro, il più ampio progetto per beneficiari e coinvolgimento territoriale, realizzato in questo settore dall’Associazione, con il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, avviato nell’estate dello scorso anno, come avevamo ampiamente riferito a suo tempo. L’obiettivo è naturalmente quello di accompagnare i giovani con sindrome di Down verso il lavoro, tramite la costruzione di condizioni e competenze.

Nell’àmbito dunque di Imparare a lavorare, che è uno dei tre percorsi previsti dal progetto (se ne legga anche nella nuova scheda riportata in calce), dopo una lunga fase di orientamento al lavoro, realizzata tramite dieci incontri locali per sede e un seminario nazionale a Roma di cinque giorni, verranno avviate, dalla fine di questo mese e per tutto l’anno, due esperienze di tirocinio per ognuno dei 34 partecipanti: una sul proprio territorio, una in altre realtà (in Italia o all’estero).
In particolare, i giovani si metteranno alla prova in esperienze intensive nel settore dell’accoglienza e ristorazione per i tirocini fuori città, ma anche in altri settori, per quelli nelle proprie realtà territoriali.
Partecipano a questa linea del progetto le sedi territoriali AIPD di Arezzo, Brindisi, Campobasso, Caserta, Catania, Catanzaro, Potenza, Siracusa e Termini Imerese (Palermo).

Tirocinio AIPD Venezia-Mestre

Un altro giovane dell’AIPD, in questo caso di Venezia-Mestre, coinvolto in uno dei tirocini di lavoro promossi dall’Associazione

Per quanto specificamente riguarda i tirocini “fuori città”, in base alle loro competenze e all’esperienza finora maturata, i partecipanti si sperimenteranno in esperienze da un minimo di una ad un massimo di tre settimane, presso diverse realtà. Nel dettaglio:
° 10 persone lavoreranno per una settimana a Roma, presso il Servizio Cucina e Tavola del Quirinale;
° 10 persone lavoreranno per due settimane consecutive presso il SUNRISE di Battaglia (Salerno), l’hotel Melià Genova e l’Hotel ME Milan Il Duca di Milano;
° 8 persone lavoreranno per tre settimane consecutive presso l’InOutHostel di Barcellona e Il Crowne Plaza di Amburgo;
° 6 persone saranno impegnate per due o tre settimane consecutive presso l’Aqualux Hotel Spa & Suite di Bardolino (Verona).
Tutti i tirocini “fuori città” saranno realizzati con lo stesso modulo di lavoro: due persone con sindrome di Down e un operatore AIPD (con ruolo di tutor) della stessa Sezione dell’Associazione. Le trentaquattro esperienze saranno realizzate in momenti diversi dell’anno.

Simone Indellicato, un giovane dell’AIPD Siracusa che il 3 febbraio partirà per Roma, si racconta così: «Sono contento di questa nuova avventura. L’idea di lavorare per la prima volta al Quirinale mi emoziona. Ho capito quanto è importante per me lavorare, essere adulto e responsabile. Voglio continuare a diventare grande e vedere mamma e papà fieri di me». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampaaipd@gmail.com.

Chi trova un lavoro trova un tesoro
Il progetto dell’AIPD, avviato nel luglio dello scorso anno, coinvolge complessivamente 98 persone con sindrome di Down e le loro famiglie, 41 operatori e 17 volontari di 26 Sezioni dell’Associazione: Arezzo, Bari, Belluno, Bergamo, Brindisi, Campobasso, Caserta, Castelli Romani, Catania, Catanzaro, Cosenza, Latina, Livorno, Marsica, Milazzo-Messina, Napoli, Oristano, Pisa, Potenza, Roma, San Benedetto del Tronto-Ascoli Piceno, Siracusa, Termini Imerese, Trento, Venezia-Mestre e Viterbo.
L’obiettivo è quello di orientare e avviare al mondo del lavoro le persone con sindrome di Down coinvolte, di diverse età e, parallelamente, formare gli operatori. Il progetto comprende tre Linee, rivolte a differenti territori e beneficiari.
LINEA 1 – Verso il lavoro: 46 giovanissimi (15-22 anni) di 8 sedi territoriali sono coinvolti in un percorso intensivo di educazione all’autonomia con incontri locali, week end e vacanze.
LINEA 2 – Imparare a lavorare: 34 giovani adulti (23-35 anni) di 9 sedi, avranno la possibilità di avvicinarsi al mondo del lavoro, sia attraverso percorsi di orientamento sia tramite tirocini nelle proprie città, in altre o anche all’estero, per un totale di 64 esperienze.
LINEA 3 – Imparare un lavoro: 18 adulti (23 – 40 anni), di 9 sedi, già formati grazie ad attività di orientamento e tirocini realizzati in precedenti progetti e “pronti” in termini di capacità e consapevolezza, saranno inseriti nel mercato del lavoro tramite tirocini finalizzati all’assunzione.
A tali azioni saranno affiancati il lavoro di formazione degli operatori, con tre seminari e quattordici incontri regionali, oltre all’attività di consulenza a distanza) e quello rivolto alle famiglie, con riunioni e colloqui. Il tutto insieme a un’intensa campagna nazionale di sensibilizzazione, con l’obiettivo di far conoscere all’opinione pubblica – ma soprattutto alle aziende -, le persone con sindrome di Down e le loro potenzialità come lavoratori.
Vista l’importanza dell’orientamento e della formazione ai fini dell’inclusione lavorativa, il progetto prevede la realizzazione di vari strumenti (due videoserie, un videoracconto finale e una pubblicazione), che saranno sperimentati insieme ad altri in essere, per poi essere trasmessi a tutta la rete e alle realtà che perseguono i medesimi scopi.

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