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ADHD: serve una normativa specifica di riferimento

Realizzazione grafica dedicata a un ragazzo con ADHD

Realizzazione grafica dedicata a un ragazzo con ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività)

«L’iter di approvazione della Proposta di Legge della Regione Umbria sull’ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività) ha subìto in questi giorni un’incomprensibile frenata nella Terza Commissione Consiliare Sanità e Servizi Sociali, che rischia di tradire le attese di cura appropriata delle persone che soffrono di disturbo da deficit di attenzione e iperattività».
A denunciarlo in una nota è Patrizia Stacconi, presidente dell’AIFA (Associazione Italiana famiglie ADHD-disturbo da deficit di attenzione e iperattività), che allargando successivamente lo sguardo al di là dell’Umbria, sottolinea come «l’ADHD sia di fatto l’unico tra i disturbi del neurosviluppo a non rientrare specificamente in una normativa nazionale che indichi e tuteli, all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza, l’appropriatezza della presa in carico terapeutica del disturbo secondo la letteratura scientifica».

Tornando poi all’Umbria, Stacconi ricorda come, «in considerazione delle stime di prevalenza del DSM5 [“Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali”, quinta edizione del 2013, N.d.R.], in tale Regione sarebbero circa 4.700 i minori e circa 14.000 gli adulti affetti da ADHD, senza una normativa che ne tuteli in modo adeguato i diritti di cura».
«Come Associazione di familiari e di pazienti – conclude dunque la Presidente dell’AIFA – facciamo appello al buonsenso e alla responsabilità di ciascun componente dell’Assemblea Regionale Umbra, affinché la Legge possa essere al più presto approvata dall’aula e successivamente inclusa in un’eventuale Legge Quadro sui disturbi del neurosviluppo». (S.B.)

A questo link è disponibile il testo integrale del comunicato diffuso dall’AIFA. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa AIFA (Francesca Mezzelani), ufficio.stampa@aifa.it.

L’ADH e le prevalenze dei disturbi del neurosviluppo
L’ADHD, acronimo inglese che sta per “disturbo da deficit di attenzione e iperattività”, è inserito nel DSM5 [“Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali”, quinta edizione del 2013, N.d.R.] tra i disturbi del neurosviluppo, indicandone una prevalenza di circa il 5% dei bambini e di circa il 2,5% negli adulti.
Esso è caratterizzato da difficoltà di attenzione, di controllo della motricità e da impulsività.
Il disturbo può assumere nelle persone diverse traiettorie evolutive, sia a seconda di eventuali altri disturbi associati, sia principalmente per l’appropriatezza/inappropriatezza della presa in carico terapeutica.
Tra le conseguenze più diffuse di un ADHD non trattato, vi sono l’abbandono degli studi, la perdita del lavoro, separazioni, frequenti incidenti e ritiro della patente, trascurare la propria salute, fino ad arrivare all’uso di sostanze e al commettere reati.
Per favorire un appropriato percorso di diagnosi e cura per i minori e gli adulti con ADHD, l’Associazione AIFA auspica al più presto la predisposizione di una normativa nazionale di riferimento, con linee guida ministeriali e una legge specifica, analogamente a quanto avvenuto per i disturbi dello spettro autistico e per i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA).

Disturbi del Neurosviluppo/Prevalenze indicate nel DSM5
° Disabilità intellettiva: 1%
° Disturbi della comunicazione: prevalenza non indicata
° Disturbi dello spettro autistico: 1%
° Disturbo da deficit di attenzione e iperattività: 5% bambini, 2,5% adulti
° Disturbo specifico dell’apprendimento: 5-15% bambini, 4% adulti
° Disturbi del movimento: 5-6 %
(a cura dell’Ufficio Stampa AIFA)