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Già sei scuole su dieci sono “amiche della dislessia”

Mani che indicano le lettere "DISLESSIA" non tutte poste in ordine correttoAnche quest’anno l’AID (Associazione Italiana Dislessia), in collaborazione con la Fondazione TIM e di intesa con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, prosegue il proprio impegno nel supportare il corpo docente ad implementare le modalità e le strategie di apprendimento più adeguate per gli studenti con DSA (disturbi specifici di apprendimento). È già in rete, infatti, Dislessia Amica Livello Avanzato, nuovo percorso formativo gratuito, su piattaforma e-learning, fruibile da tutto il corpo docente degli istituti scolastici italiani di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia.

L’iniziativa prosegue segnatamente il percorso intrapreso nei due passati anni scolastici con Dislessia Amica – di cui anche il nostro giornale aveva ampiamente riferito – nato appunto per ampliare le conoscenze e le competenze dei docenti, nella prospettiva di una scuola realmente inclusiva. Tale programma formativo – risultato non certo trascurabile – ha finora certificato il 60% delle scuole italiane statali come “amiche della dislessia” e punta a raggiungere la quasi totalità delle scuole di ogni ordine e grado.
Il nuovo corso, con contenuti del tutto aggiornati rispetto alla precedente edizione, ha una durata di 50 ore ed è strutturato in due fasi, la prima delle quali comune a tutti, la seconda caratterizzata da contenuti specifici relativi al grado scolastico di appartenenza del docente.
In sede di registrazione, ogni scuola può scegliere, nell’ambito delle disponibilità per ciascun turno, il periodo in cui intraprendere il percorso formativo (1° turno: marzo-maggio 2019; 2° turno: ottobre- dicembre 2019; 3° turno: gennaio-marzo 2020).
Al termine del corso, la scuola potrà ottenere la certificazione Dislessia Amica Livello Avanzato, se almeno il 60% dei docenti iscritti al corso avrà completato con successo il percorso formativo nel tempo prestabilito.

«Attraverso questo nuovo progetto – spiegano dall’AID – ci proponiamo di coinvolgere un numero ancora più esteso di scuole e di insegnanti, rispetto ai risultati già raggiunti, e di verificare l’impatto complessivo di Dislessia Amica, in termini didattici, attraverso questionari di valutazione e di gradimento».

Dislessia Amica Livello Avanzato, va ricordato in conclusione, rientra in Dislessia 2.0, piattaforma della Fondazione TIM con un approccio digitale integrato ai disturbi specifici dell’apprendimento. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: amorabito@lifecommunication.agency (Anna Morabito); comunicazione@aiditalia.org (Gabriele Brinchilin).

La dislessia e gli altri DSA (disturbi specifici dell’apprendimento)
Il più diffuso DSA (disturbo specifico di apprendimento) è la dislessia, cioè il disturbo specifico della lettura, che si manifesta e si evolve in concomitanza dell’inizio dell’attività scolastica, quando emergono le prime difficoltà nell’attivare in maniera fluente e senza affaticamento tutte quelle operazioni mentali necessarie per leggere, quali riconoscere le lettere singole, le sillabe e quindi le parole, associandole ai suoni corrispondenti. Frequenza degli errori e lentezza nella decodifica ne sono i tipici aspetti: il bambino può, per esempio, presentare difficoltà nel riconoscere, scambiandoli tra loro, grafemi che differiscono visivamente per piccoli particolari quali: “m” con “n”, “c” con “e”, “f” con “t”, “a” con “e”.
La persona con disortografia, invece, evidenzia la difficoltà a tradurre correttamente le parole in simboli grafici e a confondere il suono delle lettere (per esempio “f/v”, “t/d”, “p/b”, “c/g”, “l/r”).
Un terzo disturbo che impedisce alla persona di esprimersi nella scrittura in modo fluido è la disgrafia, caratterizzata da una grafia spesso illeggibile, da una pressione eccessiva sul foglio e dallo scarso rispetto degli spazi sul foglio.
C’è infine la difficoltà a comprendere simboli numerici e a svolgere calcoli matematici, conosciuta con il nome di discalculia. Stando ai dati, circa il 3% della popolazione studentesca è affetta da tale disturbo, che complica la lettura e la scrittura dei numeri e soprattutto l’elaborazione delle quantità. Gli errori collegati a questa problematica molto spesso non vengono riconosciuti nell’immediato. Diversi, infatti, sono i casi di discalculia erroneamente diagnosticati come dislessia.

L’AID (Associazione Italiana Dislessia)
È nata con la volontà di fare crescere la consapevolezza e la sensibilità verso il disturbo della dislessia evolutiva, che in Italia si stima colpisca circa 2 milioni di persone.
L’Associazione – che conta oggi su più di 18.000 Soci e su 98 Sezioni distribuite su tutto il territorio nazionale – lavora in particolare per approfondire la conoscenza dei DSA e promuovere la ricerca, accrescere gli strumenti e migliorare le metodologie nella scuola, affrontare e risolvere le problematiche sociali legate ai DSA. È aperta ai genitori e ai familiari di bambini dislessici, ai dislessici adulti, agli insegnanti e ai tecnici (logopedisti, psicologi, medici).