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I “manicomi nascosti” del nostro Paese

Scultura di figura antropomorfica con mani davanti alla faccia«Sono passati quarantadue anni da quando, nel 1977, l’Italia decise di chiudere le classi differenziali e di svuotare le scuole speciali [Legge 517/77, N.d.R.]. Un anno più tardi il nostro Paese approvò la Legge 180 che portò alla chiusura dei manicomi. Vere e proprie “rivoluzioni” che hanno segnato positivamente l’esistenza delle persone con disabilità, migliorandone la qualità della vita. Rivoluzioni che hanno modificato alla radice l’idea stessa di disabilità diffusa nel nostro Paese. Sta qui la ragione profonda della tristezza di questo libro, in cui capitolo dopo capitolo, paragrafo dopo paragrafo, emerge che, nonostante tutto, nel nostro Paese vi sono ancora tanti “manicomi nascosti”, dove migliaia di persone con disabilità vivono separate ed escluse dal resto della società».
A dirlo è Giovanni Merlo, direttore della LEDHA (la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, che costituisce la componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), parlando del libro La segregazione delle persone con disabilità. I manicomi nascosti in Italia (Maggioli, 2018), da lui curato insieme a Ciro Tarantino, docente di Sociologia dei Codici Culturali e di Teoria delle Relazioni Sociali, presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria.

Anche recentemente, su queste stesse pagine, ci eravamo augurati la più ampia visibilità possibile per questa pubblicazione di cui ci siamo già occupati in diverse occasioni, che accende i riflettori su una realtà di cui si parla ancora troppo poco. E quel nostro augurio continua a trovare ottime risposte, se è vero che le presentazioni del libro, in varie città d’Italia, stanno sempre incontrando una grande attenzione e partecipazione.
La prossima, condotta dagli stessi curatori Merlo e Tarantino, è in programma per il pomeriggio di domani, 7 febbraio (ore 18.30), alla Libreria Les Mots di Via Carmagnola a Milano.

I contenuti della Segregazione delle persone con disabilità, va sempre ricordato, derivano da una partecipata Conferenza di Consenso promossa nel 2017 dalla FISH e intitolata Disabilità: riconoscere la segregazione. Tale iniziativa aveva potuto contare su un’ampia condivisione, producendo uno specifico Poster contro la segregazione delle persone con disabilità nei servizi per l’abitare. Il tutto aveva seguìto il progetto di ricerca denominato Superare le resistenze, partecipazione alla società su base di uguaglianza con gli altri delle persone con disabilità, promosso sempre dalla FISH e i cui risultati erano stati ampiamente sintetizzati anche in un ampio approfondimento da noi pubblicato.
«La pubblicazione curata da Merlo e Tarantino – aveva dichiarato a suo tempo Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH – propone gli interventi di vari esperti che affrontano le diverse sfaccettature esistenziali, normative, psicologiche, sociologiche, storiche e ideologiche, tutte accomunate dalla condivisa istanza di ripristinare il centrale diritto umano alla vita indipendente e di contrastare la violenza, talvolta anche subdola, che risiede nella segregazione». (S.B.)

A questo link è disponibile, nella colonnina a destra dell’articolo, un elenco dei testi più recenti dedicati dal nostro giornale alla segregazione delle persone con disabilità.