A Bruxelles si parla di diritto di voto delle persone con disabilità

Barriere tecniche, norme nazionali restrittive e altri ostacoli ancora: alcuni milioni di cittadini con disabilità non potranno recarsi a votare per le prossime Elezioni Europee di fine maggio. Eppure, basterebbe riproporre alcune buone pratiche, per rendere tutte le elezioni universalmente accessibili. È quanto emerge da un rapporto informativo sul diritto di voto delle persone con disabilità nell’Unione Europea, prodotto dal CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo), che verrà presentato oggi, 20 marzo, a Bruxelles, durante una seduta plenaria trasmessa in webstreaming

Realizzazione grafica con molte mani colorate che votanoCome avevamo ampiamente riferito qualche settimana fa, il Gruppo di Studio sui Diritti delle Persone con Disabilità del CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo) – fondamentale organo consultivo della Commissione Europea – aveva evidenziato, nel corso di una pubblica audizione, come tantissimi cittadini con disabilità dell’Unione Europea avrebbero rischiato di essere privati del diritto di voto alle prossime Elezioni Europee del 23-26 maggio, mentre molti altri avrebbero potuto incontrare ostacoli nell’esprimere il loro voto.
Per l’occasione era stata anche preannunciata, sempre da parte del CESE, la presentazione di un rapporto informativo su tale tema, intitolato La realtà del diritto di voto delle persone con disabilità alle Elezioni del Parlamento Europeo ed elaborato dal proprio membro Krzysztof Pater, sulla base di una serie di inchieste realizzate negli ultimi due anni nei ventisette Stati Membri dell’Unione Europea.
«Lo scopo di questa indagine – sottolinea Pater – è stato certamente quello di mettere in luce varie carenze, ma anche di dare visibilità ad alcune buone pratiche che, se raccolte e riproposte altrove, potrebbero rendere tutte le elezioni universalmente accessibili».

Nel pomeriggio di oggi, 20 marzo, quel rapporto verrà presentato e discusso, intorno alle ore 16, durante una seduta plenaria che verrà trasmessa in web streaming (per seguirla, accedere a questo link).
Ne anticipiamo alcune conclusioni, non certo confortanti, così come vengo no rese note dal CESE. «Milioni di elettori – si legge infatti in una nota del Comitato – non saranno in grado di partecipare all’elezione del Parlamento Europeo, a causa di barriere tecniche ai seggi. Inoltre, circa 800.000 cittadini europei in 16 Stati Membri verranno private del diritto di voto, per problemi di salute mentale o disabilità, a causa di specifiche norme nazionali. E ancora, in otto Stati Membri, chi non sarà fisicamente in condizione di recarsi alle urne, non potrà votare in quanto non saranno previste modalità di voto alternative». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio stampa del CESE (Daniela Marangoni), press@eesc.europa.eu.

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