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Un progetto scolastico di qualità è fondamentale per il progetto di vita

Bimba con disabilità motoria a scuolaAvevamo ampiamente spiegato, qualche tempo fa, quale fosse l’approccio dell’Officina per la vita indipendente, progetto nato nell’àmbito dell’Università di Torino, a partire dal 2010, e le cui sperimentazioni, condotte dal Centro Studi DiVi dell’Ateneo torinese, si sono susseguite in questi anni, attraverso il lavoro insieme a famiglie con figli con disabilità intellettiva nella fascia di età 0-14 anni, provenienti da tutto il territorio del Piemonte.
Si tratta in sostanza di un percorso che promuove la capacitazione dei genitori, accompagnando un gruppo di loro, provenienti dallo stesso territorio, nella presa di consapevolezza delle loro capacità e dei diritti dei loro figli.
L’obiettivo è quello di supportare i genitori stessi nella costruzione di un progetto di vita indipendente del figlio sin dalla più tenera età, sostenendoli nell’assumerne la “regia educativa”. Quest’ultima si concretizza nella messa a fuoco degli attori che compongono la rete formale e informale ruotante intorno alla famiglia, finalizzando alla vita indipendente le azioni messe in campo dalla rete stessa, gli stili relazionali, le scelte. L’accompagnamento avviene ad opera di due conduttori formati all’approccio e alla visione che sottende il processo, coadiuvati da una famiglia esperta, che abbia già partecipato negli anni precedenti agli incontri dell’Officina.
Per quanto poi riguarda il nome di Officina, esso deriva dallo stile estremamente pratico degli incontri, condotti anche attraverso esercitazioni, mentre le parole Vita indipendente fa segnatamente ed esplicitamente riferimento all’articolo 19 (Vita indipendente ed inclusione nella società) della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con disabilità, filo conduttore di tutte le attività del Centro Studi DiVi.

È stato un gruppo di giovani genitori dell’Officina per la vita indipendente, in collaborazione con l’Associazione Il Flauto Magico, che sostiene famiglie di bambini con la sindrome di Down, e con la Federazione Italiana ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi), a promuovere per il pomeriggio del 23 marzo, presso la Sala Viglino del Palazzo Regionale di Aosta (ore 14), il seminario formativo intitolato Migliorare e innovare i percorsi di inclusione degli alunni con disabilità.

Tra gli ospiti che interverranno all’incontro, vi sarà anche Francesca Palmas, componente dell’Osservatorio Ministeriale sull’Integrazione Scolastica, segretario nazionale e responsabile del Settore Scuola della Federazione Italiana ABC, che dichiara: «Per valorizzare le differenze, è necessario partire dalle specificità di ciascuno e rispondere in modo diverso, “personalizzato”, per ciascuno. Si può dunque rendere la scuola accogliente sotto il profilo dell’offerta formativa, che dev’essere innovativa e puntare all’inclusione di tutti gli alunni, a partire da quelli che si trovano in una situazione di maggiore svantaggio, ma a beneficio di tutti. Una scuola, in sostanza, che metta gli alunni al centro della propria mission di agenzia formativa. In tal senso credo che un progetto scolastico di qualità sia un tassello fondamentale per realizzare il più ampio progetto di vita dei ragazzi, come da articolo 14 della Legge 328/00, e a quanti  collaborano a ciò – operatori, professionisti, volontari, Istituzioni scolastiche e degli Enti Locali – garantiamo la massima soddisfazione professionale e personale».

«Partecipazione, inclusione e non discriminazione – aggiunge Marco Espa, presidente della Federazione Italiana ABC –  diritti esigibili uguali per tutti nella scuola, per un diritto allo studio degli alunni con disabilità che si deve tradurre nell’attuazione di percorsi personalizzati di apprendimento, di educazione e di socializzazione. E su questo riteniamo che le buone pratiche riguardanti decine di “successi scolastici” di alunni con disabilità anche gravissima, che hanno raggiunto traguardi eccellenti, siano riproducibili, siano percorsi possibili a tanti. L’inclusione, insomma, passa prima di tutto proprio dalla scuola».

Qui di seguito i temi di cui si parlerà ad Aosta, ove i genitori dell’Officina per la vita indipendente saranno rappresentati dalla portavoce Elisabetta Battan: la scuola che accoglie (indicatori di qualità strutturali, organizzativi e di processo); il PEI (Piano Educativo Individualizzato), e la formazione di famiglie e genitori per una co-progettazione del PEI stesso, più consapevole e responsabile, ai fini di un’alleanza tra scuola e famiglia efficace e duratura; il Profilo di Funzionamento e il PEI sulla base dell’ICF (la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute elaborata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità); le novità introdotte dal Decreto Legislativo 66/17 sull’inclusione; esperienze di buone prassi. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@abcsardegna.org.