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A quando il Piano Nazionale per l’Autosufficienza?

Immagine sfuocata di persona in carrozzina«Apprezziamo l’impegno del Ministro dell’Economia di porre all’attenzione del Governo l’incremento del Fondo per la Non Autosufficienza, dal momento che le cifre fin qui stanziate si sono dimostrate insufficienti a coprire tutte le esigenze di persone che non hanno la capacità fisica di poter provvedere a se stesse. Non va dimenticato, infatti, che il Fondo è di soli 461 milioni di euro, all’interno dei quali 15 sono destinati a progetti sperimentali per la vita indipendente».
Lo dichiara in una nota Roberto Speziale, coordinatore della Consulta Disabilità nel Forum Nazionale del Terzo Settore, oltreché vicepresidente vicario della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che al Forum aderisce, commentando la volontà espressa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze di chiedere al Governo più risorse per il Fondo per la Non Autosufficienza.
«La situazione attuale è drammatica – prosegue Speziale -, anche perché recenti dati statistici indicano che entro il 2030 saranno 5 milioni le persone non autosufficienti che vivranno in Italia, delle quali oltre un milione avrà superato gli 85 anni. Il Governo ponga quindi mano, con urgenza, al Piano Nazionale per la Non Autosufficienza, dotandolo di adeguate risorse anche attraverso una ricomposizione della spesa, sottoponendolo alla rete della protezione e dell’inclusione sociale operante presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che è il soggetto deputato per legge ad esprimere un parere».

«In realtà – sottolinea ancora il rappresentante del Forum del Terzo Settore – sono ormai alcuni anni che aspettiamo il Piano Nazionale per la Non Autosufficienza, non potendoci accontentare solo di avere anno per anno un’allocazione delle risorse tramite un mero riparto tra le Regioni. È inoltre necessario che il Governo metta finalmente mano alla predisposizione e all’approvazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali, senza i quali non si avrà alcuna certezza della concreta esigibilità dei diritti da parte dei cittadini interessati. E da ultimo, ma non ultimo, va potenziato anche il Fondo per la Vita Indipendente al fine di garantire il diritto a una vita autonoma e di qualità a milioni di cittadini con disabilità».

«Già il Decreto Ministeriale del 26 settembre 2016 – conclude Speziale -, nel ripartire le risorse di quell’annualità, aveva stabilito la necessità di creare il Piano Nazionale, ma adesso quest’ultimo è addirittura espressamente previsto dall’articolo 21 del Decreto Legislativo 147/17 [“Disposizioni per l’introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà”, Capo IV: “Rafforzamento del coordinamento degli interventi in materia di servizi sociali”, N.d.R.], quale strumento programmatico per l’utilizzo delle risorse del Fondo, predisposto dalla Rete della protezione e dell’inclusione sociale, organismo che si occupa anche del Piano Nazionale delle Politiche Sociali e del Piano sul Contrasto alla Povertà e che deve consultare le parti sociali, le quali oggi hanno nel Forum del Terzo Settore l’ente più rappresentativo». (S.B.)

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