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In quale altro posto si può toccare la “Pietà” di Michelangelo?

Marta Mazza, Peter Aufreiter, Aldo Grassini, Gabriella cetorelli e Rosella Bellesi

Da sinistra: Marta Mazza, Peter Aufreiter, Aldo Grassini, Gabriella Cetorelli e Rosella Bellesi, all’apertura del nuovo Corso sull'”Accessibilità ai beni culturali”, promosso dal Museo Omero di Ancona

Si è aperto oggi, 11 aprile, con i saluti di Peter Aufreiter, direttore del Polo Museale delle Marche e di Marta Mazza, nuova sopraintendente unica delle Marche, il corso di Accessibilità ai beni culturali, promosso ormai da sedici anni dal Museo Tattile Statale Omero di Ancona, che ha già formato più di duemila persone fra operatori museali, educatori, docenti, guide turistiche e direttori di musei, tutti professionisti che hanno applicato strumenti e metodi indicati dal Museo Omero nelle loro realtà, portando di anno in anno a un costante incremento dei risultati, con percorsi accessibili in ben trentuno Musei delle Marche, nonché ai Musei Vaticani e alla Galleria Borghese di Roma, alla Galleria Nazionale delle Marche, agli Uffizi di Firenze e in altre importanti strutture.

«In quale altro posto si può toccare la Pietà di Michelangelo? E apprezzare la matericità dell’opera contemporanea?»: lo ha dichiarato per l’occasione Peter Aufreiter, sottolineando come sia per lui motivo di orgoglio avere il Museo Omero nel Polo delle Marche, ovvero una realtà conosciuta a livello nazionale, con un fondamentale ruolo educativo, vero punto di riferimento formativo per gli operatori del settore.
Dal canto suo, Marta Mazza ha ricordato come al Museo Omero si coniughino al meglio la valorizzazione e la tutela del patrimonio.
Successivamente, ad aprire in modo ufficiale il corso, che si protrarrà fino a sabato 13, è stato Aldo Grassini, presidente del Museo Omero, che ha ringraziato Rosella Bellesi, rappresentante del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, componente del Comitato di Direzione di Omero, e ha ceduto la parola a Gabriella Cetorelli, responsabile del Servizio Progetti Speciali del Ministero stesso.

Nutrita anche quest’anno l’adesione, con più di cinquanta partecipanti, provenienti da tutta Italia, dei quali otto persone non vedenti. Tra le presenze – oltre ai funzionari di varie sezioni dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e guide turistiche – anche gli operatori del Parco Archeologico del Colosseo, del Castello del Buonconsiglio di Trento, del Polo Museale della Valle d’Aosta e del Comune di Siena.
Due i moduli previsti, secondo una formula ormai consolidata, vale a dire, rispettivamente, L’accessibilità al patrimonio museale e l’educazione artistica ed estetica delle persone con minorazione visiva e Beni culturali e turismo: come renderli accessibili alle persona sorde.
Tra i relatori, da segnalare Lucia Baracco dell’Associazione Lettura Agevolata, Loretta Secchi del Museo Tattile di Pittura Antica e Moderna Anteros dell’Istituto dei Ciechi Cavazza di Bologna e Nicoletta Grassi del Centro Tiflodidattico di Pesaro.
Il primo modulo, inoltre, si arricchirà includendo la trattazione riguardante le persone sordocieche, grazie a un esperto relatore della Lega del Filo d’Oro.
Ospiti di questa edizione, inoltre, saranno due autorevoli figure spesso presenti anche sulle pagine di «Superando.it», in riferimento al progetto veneziano Doppio senso: percorsi tattili alla Collezione Peggy Guggenheim. Si tratta di Valeria Bottalico, esperta di accessibilità museale, che quello stesso progetto cura e che insieme allo scultore non vedente Felice Tagliaferri, tratterà il tema Progetti di accessibilità al patrimonio culturale per e con non vedenti, due casi studio: “Doppio senso. Percorsi tattili alla Collezione Peggy Guggenheim” – “La Venezia che non si vede_ Unveeiling the Unseen”.
Nella giornata conclusiva, infine, i relatori saranno: Consuelo Agnesi, componente dell’Osservatorio sull’Accessibilità dell’ENS (Ente Nazionale Sordi) e Carlo Di Biase, esperto di Arte in LIS (Lingua dei Segni Italiana). (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo del corso. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: redazione@museoomero.it (Monica Bernacchia).