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Ma quanto gas danno questi?

"Octo-Bridgeston Cup 2019", 14 aprile 2019: Miscel Forgione, Lorenzo Picasso e Maximilian Sontacchi (foto di Michelangelo Gratton)

Tre piloti paraplegici (da sinistra Miscel Forgione, Lorenzo Picasso e Maximilian Sontacchi) sono saliti sul podio della 600 cc., nella prima gara della “Octo-Bridgestone Cup 2019” (foto di Michelangelo Gratton)

Sono ormai passati quasi sei anni, da quando, nel giugno del 2013, «Superando.it» incominciò a seguire il trascinante percorso dei centauri con disabilità avviato a Lucca, con l’Associazione DD-Diversamente Disabili, animata in prima persona da Emiliano Malagoli.
Quanta strada è stata fatta da allora, e non solo sulle due ruote in pista, tra gare nazionali e internazionali, ma anche con iniziative meritorie come i corsi di guida in moto, rivolti a persone con disabilità.

È un movimento, quello dei Paralympic Riders, che continua a crescere di anno in anno, sia per il numero dei piloti coinvolti, sia per il livello tecnico degli stessi, sia ancora per la grande visibilità che le loro storie stanno conquistando, suscitando l’interesse di sponsor prestigiosi come Octo Telematics, Bridgestone e Fiat Autonomy.
E ora, con l’arrivo della primavera, ha preso il via una nuova edizione – la sesta – del Campionato Nazionale, oggi denominato Octo-Bridgestone Cup, competizione che tanto stupì gli spettatori e anche vari “addetti ai lavori”, sin da quelle prime gare del 2013.

È stato un appuntamento “bagnato”, quello di ieri, 14 aprile, sul Circuito Tazio Nuvolari di Cervesina, in provincia di Pavia, ma forse anche per questo è stato ancora più bello sentire il pubblico, a gara concluse, pronunciare frasi quali «ma quanto gas danno questi?», faticando a credere che sotto quelle tute ci fossero diciotto piloti amputati o con paraplegia.
Uno degli esordienti, Miscel Forgione, divenuto paraplegico dieci anni fa dopo un incidente e giunto subito secondo, ieri, nella categoria 600 cc., racconta: «Quando entro in pista non sento alcun limite, vivo quei momenti in modo naturale, mi sento libero e dimentico la mia disabilità. Sono a mio agio, è una bella sensazione, un sogno che si avvera».
E piace poi raccogliere anche le parole di un “veterano” del Campionato, quale Maurizio Castelli, che ha vinto la sua nuova sfida in sella a una 1000 cc., dopo essersi aggiudicato lo scorso anno il titolo nella 600. Una sfida vera, in quanto proprio su una moto del genere Castelli ebbe l’incidente che gli costò l’amputazione a un braccio. E nonostante quel «sano Timore» – con la T maiuscola come chiede lui stesso – «salire sul podio – dice – è stato Tanto!».

Avanti sempre, quindi, e appuntamento alla prossima tappa! (S.B.)

Per ulteriori informazioni o approfondimenti: info@paralympicriders.it.