- Superando.it - http://www.superando.it -

La sindrome di Down e un’altra visione della bellezza

Immagine realizzata da Marinka Masséus per "Radical Beauty Project"

Immagine realizzata da Marinka Masséus per “Radical Beauty Project”

I ritratti di Marinka Masséus per Radical Beauty Project hanno vinto il prestigioso premio Sony World Photography nella categoria Creative.
Radical Beauty è un progetto lanciato nel 2016 che guarda alla diversità nel mondo dell’arte e della moda e grazie al lavoro di ormai quaranta fotografi internazionali, promuove la bellezza in tutte le sue sfaccettature, attraverso ritratti di sole persone con sindrome di Down.
«La serie Chosen [not] to be [letteralmente “scelto di [non] essere”, N.d.R.] – ha scritto Marinka Masséus su Instagram – fa parte di @radicalbeautyproject, un progetto di fotografia internazionale che punta a dare alle persone con sindrome di Down il loro giusto posto nelle arti visive. Le giovani donne con cui ho lavorato condividevano una forte volontà di riuscire. Per dimostrare se stesse. Deve essere oltremodo frustrante essere sottovalutato tutto il tempo. Con Chosen [not] to be riflettono sulla loro realtà – le barriere che devono affrontare, il rifiuto della società di vedere le loro capacità, l’invisibilità del loro vero sé – e mirano a tradurre visivamente le loro esperienze».

«Sono molto felice di questo premio – commenta Martina Fuga, responsabile della comunicazione per il CoorDown (Coordinamento Nazionale delle Associazioni delle Persone con Sindrome di Down) – e della visibilità che ha avuto questo progetto. La visibilità delle persone con sindrome di Down, infatti, è fondamentale per abbattere pregiudizi e cambiare la cultura sull’argomento. Farlo con un talento simile, che rivoluziona l’idea stessa di bellezza è straordinario».
«Progetti come questo – aggiunge – cambiano l’immaginario collettivo sulla disabilità: non solo immagini di fatica e dolore o immagini pietistiche o ispirazionali che usano la persona disabile, ma immagini di pura bellezza che parlano di una delle sfumature della natura umana, guardando alla diversità come a un’opportunità invece che a un limite».

Il presente testo è già apparso in «Vita.it» e viene qui ripreso – con minimi riadattamenti al diverso contenitore – per gentile concessione.