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Sempre più difficile, a Roma, la vita delle persone con disabilità

Donna con disabilità in carrozzina, fotografata di spalle«A Roma è sempre più difficile la vita per le persone con disabilità e per le loro famiglie: dai ritardi del bando per la copertura dell’assistenza OEPA per il prossimo anno scolastico [se ne legga già ampiamente anche nel nostro giornale all’articolo di Stefania Stellino intitolato “Siamo sicuri che a Roma le scuole inizieranno per tutti in settembre?”, N.d.R.] all’emergenza assistenza domiciliare. Rispetto a quest’ultima, infatti, le persone o le famiglie, in presenza di una fragilità connessa alla disabilità, si rivolgono al Servizio Sociale del Municipio di residenza, ma nella maggioranza dei casi i Municipi non riescono a soddisfare la grande richiesta».
È quanto si legge in una nota diffusa dal Dipartimento Politiche Disabilità della CGIL Roma e Lazio, riguardante «tante e diverse necessità connesse all’età della persona da aiutare e prendere in carico: minori, adulti, anziani, nuclei familiari con minori che hanno bisogno di un supporto educativo domiciliare».

«Da un monitoraggio dei Servizi SAISH, SAISA e SISMIF* sulla situazione delle liste di attesa – prosegue la nota dell’organizzazione sindacale – emerge chiaramente che, a fronte di un aumento della domanda dettata in particolare dall’aumento dell’aspettativa di vita e dal conseguente aumento delle cronicità, le risorse impiegate sono scarse, insufficienti, ben lontane dal garantire i Livelli Essenziali di Assistenza. Il sistema finora seguito non è adeguato a gestire la situazione corrente. Abbiamo Municipi ad alta densità abitativa, settori in cui la crisi economica e l’assenza di lavoro sono pesantemente percepite e dove in questi anni è diminuita la capacità delle famiglie di farvi fronte. Qui le liste di attesa degli “adulti” e degli anziani superano abbondantemente le cento unità, quelle dei minori le sfiorano. I tempi di attesa possono oltrepassare il decennio e le conseguenze nel caso dei minori sono particolarmente gravi, sia per l’aggravio sulle famiglie, sia per la negazione di interventi in termini di riabilitazione mirata anche domiciliare e di socializzazione. Ciò si tradurrà nel tempo in una cronicizzazione di comportamenti e disturbi dettati dalla disabilità e dal disagio, con un sicuro e generale aumento della futura spesa pubblica».

E ancora, «dai dati in possesso sono evidenti e considerevoli le disparità territoriali, dettate, oltre che dalla composizione sociale della popolazione, anche dalle diverse capacità di reddito. Questo significa che nei quartieri e nei Municipi popolari non è possibile neanche il ricorso a soluzioni di mercato a fronte di un’assenza di risposta del servizio pubblico o di una limitata offerta pubblica. È una situazione di emergenza, che impone a nostro avviso un nuovo e più efficiente modello di servizi territoriali adeguati alle necessità delle persone e a una presa in carico globale dell’utente e nell’immediato servono maggiori risorse per i Servizi SAISH, SAISA e SISMIF, per consentire, da subito, lo scorrimento delle liste e l’utilizzo di tutti i fondi impegnati dai Municipi per tali scopi. È pertanto necessario che i Municipi chiedano a Roma Capitale fondi aggiuntivi, anche in previsione del prossimo assestamento di bilancio».

«Il Comune di Roma – conclude la nota – sembra sordo alle nostre richieste, non apre interlocuzioni con nessuno, non cerca un confronto per individuare un sistema idoneo a dare sollievo alle famiglie coinvolte. Di fronte quindi a una situazione che riteniamo ormai prossima al tracollo e dopo questa ennesima denuncia, se non avremo risposte concrete orientate alla soluzione del problema, avvieremo una mobilitazione con tutti i soggetti interessati».

*Il SAISH è il Servizio per l’Autonomia e l’Integrazione Sociale della Persona con Handicap, il SAISA il Servizio per l’Autonomia e l’Integrazione della Persona Anziana e il SISMIF il Servizio di Integrazione e Sostegno ai Minori in Famiglia.

Ringraziamo Sandro Paramatti per la collaborazione.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: politichedisabilita@cgil.it.