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Siamo noi i primi ad essere rimasti sgomenti, turbati e preoccupati

Foto in bianco e nero di uomo che rifletteA proposito dell’episodio riguardante il logopedista di Milazzo (Messina), sospeso per maltrattamenti nei confronti dei piccoli pazienti in cura presso la nostra Associazione [AIAS, N.d.R.], comprendiamo bene le preoccupazioni dell’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), riprese in una nota pubblicata ieri da «Superando.it», perché siamo noi i primi ad essere rimasti sgomenti, turbati e preoccupati, di fronte alle immagini di un nostro terapista che non soltanto si disinteressava dei piccoli pazienti, ma per di più manifestava comportamenti odiosi, dagli strattonamenti agli schiaffi. Comportamenti che chi scrive non ha esitato a definire disgustosi e per i quali la persona coinvolta pagherà certamente, come è giusto che sia.

Gettare però delle ombre sulla professionalità, sulla formazione di tutto il nostro personale sanitario, crediamo sia profondamente ingiusto verso i tanti nostri operatori che con vera competenza, onestà e amore, quotidianamente lavorano con dedizione, prendendosi cura dei nostri Assistiti e che sono profondamente colpiti dall’atteggiamento del collega.
Operatori che, teniamo a precisarlo, vengono selezionati sulla base delle loro qualifiche ed esperienze e che ogni anno vengono coinvolti dalla nostra AIAS in numerose attività di aggiornamento e formazione. Infatti, la formazione continua dei terapisti, dei medici e di tutti i professionisti della riabilitazione rappresenta per noi una priorità e per questo abbiamo deciso già da tempo di investire tempo e risorse, garantendo ai nostri operatori iniziative formative e corsi di aggiornamento con rilascio di crediti ECM.

Alla Presidente dell’ANGSA, Benedetta Demartis, per dovere di onestà vogliamo dire inoltre che i controlli durante le terapie sono sempre stati la routine nel nostro ambulatorio AIAS e si concretizzano nei frequenti sopralluoghi che il Direttore Sanitario e le altre figure dell’équipe di riferimento fanno nelle aule di terapia. Purtroppo in questo specifico caso – l’unico verificatosi all’AIAS di Milazzo – evidentemente i controlli quotidiani non sono bastati e di questo abbiamo chiesto scusa prima di tutto ai genitori dei bimbi coinvolti.

Proprio per questo, abbiamo messo in atto alcune contromisure: abbiamo intensificato i controlli durante i setting terapeutici e stiamo realizzando alcune modifiche strutturali nel nostro Ambulatorio, per garantire massima trasparenza durante le sedute di terapia, pur nel rispetto della privacy dell’Assistito, preservando al contempo il setting terapeutico, condizione fondamentale per l’efficacia della riabilitazione, soprattutto in presenza di bimbi con autismo o altre patologie cognitive.

Infine, saremmo grati all’ANGSA e a tutte le altre Associazioni impegnate al fianco delle persone con disabilità, se facessero fronte comune, insieme all’AIAS Nazionale, per far sì che venisse approvata una legge realmente efficace per la videosorveglianza nelle strutture riabilitative.
La legge attualmente in attesa di essere approvata dal Parlamento, infatti, contiene evidenti limitazioni, mentre ciò che serve davvero è poter effettuare un controllo reale ed effettivo di quanto avviene nei box di terapia, a tutela degli Assistiti e anche degli stessi, tanti operatori che lavorano in maniera eccellente.
Il controllo del setting terapeutico sarebbe utile, infine, non solo come deterrente per eventuali comportamenti inadeguati da parte dei terapisti, ma anche sotto il profilo squisitamente sanitario e riabilitativo, perché consentirebbe all’équipe di riferimento dell’Assistito di osservare l’andamento della terapia nella maniera più efficace possibile.

Presidente dell’AIAS di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), con sede a Milazzo.