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Vite di disabili che hanno fatto la Storia con la maiuscola

Copertina di "Potere H" di Roberto Zucchi«Il concetto ispiratore di queste pagine è semplice: raccontare brevemente le vite di disabili che hanno fatto la Storia con la maiuscola, quella che resta scolpita negli annali o nell’immaginario collettivo. Tranne alcune motivate eccezioni, non scriverò quindi di quelli che hanno battuto record o dimostrato che “anche noi ce la possiamo fare”, ma di disabili che si sono dimostrati bravi in assoluto – anzi, molto bravi – nelle rispettive discipline o arti. Attenzione: milioni di disabili (e le rispettive famiglie) compiono ogni giorno sforzi eccezionali per vivere “normalmente” – un diritto peraltro sancito anche dalle nazioni Unite – ma, a questa battaglia quotidiana, le donne e gli uomini che incontreremo hanno aggiunto il loro genio specifico. Volontà di acciaio coniugata a creatività, intelligenza, coraggio, perseveranza e passione, ma anche brama di potere e perfino violenza: scopriremo nella quasi totalità dei casi personalità eccezionali, tanto da non poter stilare una classifica, che lasciamo semmai alla sensibilità personale del lettore».
Si apre così la Premessa di Potere H. I disabili che hanno fatto la Storia (il prato, 2019), intelligente pubblicazione di piacevole lettura, data recentemente alle stampe da Roberto Zucchi, giornalista che è stato caporedattore centrale del «Gazzettino» di Venezia, oltreché – incidentalmente – persona con paraplegia, causata da un incidente motociclistico.

Dalla politica allo sport, dalla musica alla fisica, la carrellata di vite eccezionali proposta da Zucchi si articola in una quarantina di ritratti, dedicati a personaggi celebri della Storia o della contemporaneità, a partire da Omero, per arrivare ad Alex Zanardi, passando per Ludwig van Beethoven, Franklin Delano Roosevelt, Stephen Hawking o Ray Charles, citando solo alcuni tra i più noti, senza dimenticare coloro che, con le loro realizzazioni o il loro esempio, hanno contribuito in modo decisivo a quella che oggi chiamiamo inclusione delle persone con disabilità. Pensiamo, in tal senso, a Louis Braille, ideatore del fondamentale metodo di letto-scrittura utilizzato dalle persone non vedenti o a Charles-Michel-de-l’Épée, precursore dell’istruzione delle persone sorde o anche a indimenticabili testimonial assai vicini a noi, come Christopher Reeve, il “Superman cinematografico” o Cassius Clay-Muhammad Alì.

«A parte un paio di necessarie deviazioni – spiega Zucchi -, la rassegna è organizzata cronologicamente per periodi storici e date di nascita: dagli eroi leggendari ai protagonisti delle cronache contemporanee. Questo orientamento temporale disegna indirettamente anche il profilo di una vera e propria Storia dell’integrazione dei disabili: dall’accettazione all’inserimento e alla progressiva normalizzazione sociale. Infatti alcuni personaggi sono stati inseriti, più che per le glorie personali, per i “salti in avanti” che hanno impresso alla coscienza collettiva con il loro esempio di eccezionali testimonial».

E a proposito di testimonial, ci piace in particolare sottolineare quanto scrive Zucchi, sempre in Premessa, su Franco Bomprezzi, che fu direttore responsabile di «Superando.it» dalla fondazione del nostro giornale, nei primi Anni Duemila, fino alla sua scomparsa, nel dicembre del 2014.
«Accennando ai testimonial dell’integrazione – scrive l’Autore di Potere H – è il momento di ricordare l’amico Franco Bomprezzi, giornalista, scrittore e primo grande demolitore dei muri che nascondevano il mondo della disabilità italiano. Prima dal palcoscenico del Maurizio Costanzo Show, poi dalle pagine e dai siti del “Corriere del Sera” e di molte altre testate, con la sua intelligenza, sensibilità, ironia e simpatia, senza pietismi, Bomprezzi fin dagli anni ’80 ha fatto scoprire agli italiani che un disabile è semplicemente una persona come le altre, con gli stessi diritti e doveri, ma che ha più problemi per campare. Ebbene, Bomprezzi scrisse un romanzo (La contea dei ruotanti) in cui i disabili imponevano le loro leggi ai normodotati, e allora scherzammo sulla costituzione di un movimento per l’ “Handicap Power”, il potere ai disabili. Ecco, il “potere H2 del titolo vuol essere un omaggio a questo pioniere della società inclusiva».

Ci convince infine, senza riserve, anche la spiegazione del perché di un libro come questo. «Perché non c’era – sottolinea Zucchi -, sarebbe la risposta più facile. Oppure per una sana rivalsa del tipo “facciamola vedere ai normali che senza di noi la Storia sarebbe piena di buchi…”, Presuntuosamente, però, spero qualcosa in più. Cioè che dall’esempio di tante vite eccezionali, almeno un lettore – disabile o meno – riceva lo spunto per migliorare la propria». Consigliando questo libro a tutti, ce lo auguriamo anche noi! (S.B.)

Roberto Zucchi, Potere H. I disabili che hanno fatto la Storia, Saonara (Padova), il prato, 2019, 208 pagine (disponibile anche in formato ebook).