Tempo di paraciclismo “kneeler”

Ad un anno dall’avvio di una proficua collaborazione tra il Centro Protesi INAIL di Vigorso di Budrio (Bologna) e l’atleta Alex Zanardi, con la sua Società Sportiva Obiettivo 3, è stato consegnato il 28 giugno scorso allo Stadio Comunale di Budrio, durante una giornata animata da un ampio pubblico, una handbike che presenta una posizione inginocchiata (“kneeler”), pensata specificamente per persone amputate. Il prototipo è stato progettato dallo stesso Zanardi e adattato dai tecnici dell’INAIL

Alex Zanardi al Centro Protesi INAIL di Vigorso di Budrio (Bologna)

Alex Zanardi al Centro Protesi INAIL, insieme ad alcune persone seguite dalla struttura di Vigorso di Budrio (Bologna)

Ha avuto luogo il 28 giugno allo Stadio Comunale di Budrio (Bologna), una giornata dedicata al paraciclismo kneeler, con sessioni di prove pratiche da parte di assistiti del Centro Protesi INAIL della vicina Vigorso di Budrio e il diretto coinvolgimento del noto campione paralimpico – e non solo – Alex Zanardi. Per l’occasione erano presenti Maurizio Mazzanti, sindaco di Budrio, Giorgio Soluri, direttore centrale dell’Assistenza Protesica e Riabilitazione di INAIL e Angelo Andretta, direttore del Centro Protesi INAIL.
Durante la giornata, la Società Sportiva Obiettivo 3, fondata da Alex Zanardi, ha consegnato a titolo gratuito a Tiziano Monti, paziente del Centro Protesi INAIL, una handbike progettata dallo stesso Zanardi, con personalizzazione e adattamenti tecnici dell’Area Ausili del Centro Protesi.
Si tratta di un prototipo che presenta una posizione inginocchiata, detta appunto kneeler, pensato per atleti con disabilità specifica da amputazione, come Monti, amputato ad entrambi gli arti inferiori.

Il paraciclismo, com’è noto, è una disciplina sportiva che utilizza l’handbike, particolare bicicletta con “pedali” azionati dagli arti superiori. In base alle regole dell’UCI (Unione Ciclistica Internazionale), organo mondiale di governo del ciclismo sportivo, essa viene adattata alle funzionalità degli atleti che a loro volta vengono classificati in H 1/2/3, categoria comprendente persone tetraplegiche, quadriplegiche e paraplegiche o con problemi di uso di braccia e mani; H 4/5, comprendente persone paraplegiche o amputate in entrambe le gambe, con una totale stabilità del tronco. La categoria H5, invece, nella quale si misura anche Zanardi, è stata introdotta in tempi recenti per distinguere atleti che hanno differenze di disabilità minime, ma determinanti per rendere efficace la posizione di spinta: kneeler, ovvero inginocchiata, rispetto alla posizione recumbent (sdraiata), che è quella più diffusa.
Se il paraciclismo praticato da persone con para e tetraplegia è ormai un’attività consolidata, l’utilizzo di handbike per persone amputate sta invece da poco iniziando a suscitare interesse in Italia, grazie anche agli eccezionali risultati paralimipici conseguiti da Zanardi.

Per questo motivo, dunque, lo scorso anno il Centro Protesi INAIL ha avviato un progetto di ricerca e sperimentazione con l’Associazione Obiettivo 3 di Zanardi, allo scopo di realizzare una tipologia di handbike destinata principalmente a persone amputate, partendo da un primo prototipo completamente regolabile e quindi funzionale alle necessità di atleti diversi per statura, taglia o disabilità.
Il ruolo del Centro Protesi è legato all’intervento tecnico sulla personalizzazione e l’adattamento dei “gusci” per amputato transfemorale o transtibiale (sopra o sotto il ginocchio) bilaterale e monolaterale e, in quest’ultimo caso, nell’individuazione di una postura inginocchiata ottimale per l’arto superstite.
La sperimentazione ha visto coinvolti alcuni assistiti del Centro Protesi, mentre Zanardi è stato il primo sperimentatore per l’individuazione della postura più proficua rispetto al gesto sportivo, svolgendo il ruolo di tutor per i tecnici di Vigorso di Budrio e di promotore di questa nuova disciplina per gli assistiti amputati.

Nel corso del primo anno di progetto, la collaborazione tecnica ha portato a un prototipo con evidenti miglioramenti nell’assetto e nella postura che, resi più confortevoli, consentono di ampliare il numero dei potenziali interessati. Dal canto suo, Obiettivo 3 continua anche con questa iniziativa a dare sostanza alla propria vocazione, che è quella di offrire opportunità sportive a persone con disabilità che lo desiderano e di allargare la partecipazione alle attività paralimpiche, sostenendo coloro che hanno difficoltà ad immaginarsi coinvolti in un percorso nello sport o che non riescono a farlo per impedimenti di carattere economico, come nel caso di Tiziano Monti.
L’INAIL, del resto, pone grande attenzione alla promozione dello sport come strumento di facilitazione del reinserimento  nella vita di relazione delle persone con disabilità, sia collaborando con il CIP (Comitato Italiano Paralimpico), sia intervenendo direttamente sui propri assisti attraverso il Centro Protesi, per la realizzazione di protesi, ortesi e ausili per lo sport da praticare sia a livello agonistico che amatoriale. In tal senso, solo attraverso il proprio Centro Protesi e le sue articolazioni territoriali, ogni anno vengono fornite oltre ottanta handbike per la pratica del paraciclismo agonistico e non, principalmente a persone para e tetraplegiche con assetto “sdraiato”. E tra loro vi sono anche campioni paralimpici come Vittorio Podestà e Luca Mazzone.

Qualche dato in più. Il paraciclismo è diventato disciplina ufficiale alle Ottave Paralimpiadi di Seul del 1988, durante le quali si corse solo su strada. Ad Atlanta 1996, poi, arrivano anche le gare su pista. Uomini e donne competono separatamente.
Per quanto riguarda invece le amputazioni, secondo le più recenti tabelle SDO (Scheda Dimissione Ospedaliera), pubblicate dal Ministero della Salute, ogni anno in Italia ve ne sono circa 15.600 nuovi casi, di cui 12.000 di arto inferiore e circa 2.400 nuovi casi di para e tetraplegia.

Da ricordare in conclusione che alla giornata del 28 giugno ha assistito un numeroso pubblico e in particolare i ragazzi dei Centri Estivi del territorio budriese, a confermare la piena riuscita di iniziative come questa, che hanno lo scopo di avvicinare le persone al tema dello sport con disabilità, grazie anche alla presenza di un testimonial carismatico come Alex Zanardi. (S.A. e S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Area Comunicazione Istituzionale – Ufficio Stampa della Direzione Centrale Assistenza Protesica e Riabilitazione dell’INAIL (Simona Amadesi), s.amadesi@inail.it.

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