Lavoro e disabilità: il mondo della politica batta un colpo, e in fretta!

A cosa si riferisce il messaggio ripreso dal nostro titolo e diffuso in una nota della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)? Alle persistenti, gravi e ormai croniche difficoltà per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, un settore contraddistinto in generale da un impegno teorico significativo, a fronte di un impegno finanziario insufficiente, ma anche, negli ultimi anni, dalla mancata attivazione di strumenti essenziali come le Linee Guida e la Banca Dati sull’Inclusione Lavorativa

Immagine sfuocata di persona in carrozzina«La politica – parlamentare e governativa – batta un colpo. In fretta!»: a cosa si riferisce il messaggio conclusivo di una nota diffusa dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)? Alle persistenti, gravi e ormai croniche difficoltà per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità e per ricostruire al meglio una breve “storia” di questo settore negli ultimi vent’anni, la FISH riparte segnatamente dalla Legge 68 del 1999 (Norme per il diritto l lavoro dei disabili), sottolineando che «per conoscere appieno le difficoltà di inclusione lavorativa delle persone disabilità è necessario conoscere – non solo, ma anche – lo stato in cui versano i meccanismi e le procedure per gli incentivi alle loro assunzioni».

«La Legge 68/99 – scrivono dunque dalla Federazione – prevedeva già in origine alcuni incentivi per le aziende che assumono persone con disabilità, ma queste agevolazioni sono state decisamente rafforzate nel 2015 (Decreto Legislativo 151/15, applicativo del cosiddetto Jobs Act), stabilendo un incentivo fino al 70% della retribuzione mensile lorda, nel caso di assunzione di persone con più del 79% di invalidità. Il contributo è per 36 mesi, che salgono a 60 nel caso di persone con disabilità intellettiva o psichica, cioè quelle maggiormente escluse dal mondo del lavoro. A fronte di questo ambizioso impegno, tuttavia, la copertura finanziaria è assai limitata. Si tenga presente, infatti, che il Fondo dovrebbe servire anche per progetti sperimentali di inclusione lavorativa (ad oggi lettera morta)».

«Una risposta pur insufficiente – prosegue la nota -, ha consentito, dal 2016, l’attribuzione al Fondo di 20 milioni di euro. Nell’ultima Legge di Stabilità, quindi, il Parlamento ha aumentato quella cifra a 30 milioni di euro. Il Fondo dovrebbe essere integrato anche dalle somme versate dai datori di lavoro che hanno chiesto e ottenuto gli esoneri dall’obbligo di assunzione. Questo è pertanto il quadro: un impegno teorico significativo a fronte di un impegno finanziario insufficiente. Infatti, alla luce di ciò, nel febbraio dello scorso anno l’INPS ha informato il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che “le risorse non sono sufficienti per riconoscere l’incentivo alle assunzioni per l’anno 2018”. La sofferenza è stata parzialmente compensata nel mese di maggio successivo, con un Decreto che ha destinato all’INPS circa un milione e mezzo di residui e 7 milioni e mezzo derivanti dai “proventi” dagli esoneri».

Si arriva quindi all’anno in corso «Sin dal mese di gennaio – spiega la FISH – l’INPS comunica ancora una volta che per il 2019 ha già esaurito le risorse: nessuna nuova assunzione, dunque, potrà fruire di quelle agevolazioni. Si ripete allora la sceneggiatura dello scorso anno, con un Decreto alla firma in queste ore, da parte del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con quelli per la Famiglia e le Disabilità e dell’Economia e delle Finanze, che stanzia all’INPS, in modo aggiuntivo, poco meno di 12 milioni derivanti dall’ultima Legge di Stabilità e poco più di 7 milioni in arrivo dal pagamento per gli esoneri. L’ennesimo tampone parziale a una situazione che è, in tutta evidenza, drammatica e che impatta sulle reali assunzioni delle persone con disabilità».

«A tutto questo – conclude la nota – si aggiungono altre lacune in termini di percorsi di sostegno all’inclusione lavorativa, di deciso ripensamento dei Servizi per l’Impiego e di accompagnamento in questi processi a supporto dei singoli e delle aziende. Anche in questa direzione va nuovamente segnalata la morosità del Ministero del Lavoro rispetto a quanto previsto già nel 2015 (con il citato Decreto Legislativo 151/15): dopo quattro anni, infatti, mancano ancora le Linee Guida per l’Inclusione Lavorativa e manca ancora l’attivazione della Banca Dati sull’Inclusione Lavorativa, due strumenti decisamente essenziali, il primo per servizi più efficaci, il secondo per politiche più oculate».
Donde, quindi, il messaggio iniziale: «La politica – parlamentare e governativa – batta un colpo e lo faccia in fretta!». (S.B.)

Per un approfondimento sulla storia del Fondo per il Diritto al Lavoro delle persone con disabilità, accedere a questo link (nel portale «Condicio.it. Dati e cifre sulla condizione delle persone con disabilità»). Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishonlus.it.

Stampa questo articolo