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Autismo e terapie ABA: si è pronunciata l’AGENAS

Domenico Dragone, Claudia Nicchiniello, Franklin Picker e Vincenzo D'Alterio

Da sinistra: Domenico Dragone, coordinatore della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’ASL di Benevento, Claudia Nicchiniello, presidente dell’ANGSA Campania, Franklin Picker e Vincenzo D’Alterio, rispettivamente direttore generale e direttore sanitario dell’ASL di Benevento

«Dopo quella risposta ricevuta dall’AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), la nostra Associazione si considera ripagata di tutti gli attacchi e le azioni legali subite»: è con soddisfazione che Claudia Nicchiniello, presidente dell’ANGSA Campania (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), commenta il chiarimento con cui l’AGENAS ha sostanzialmente chiuso l’indagine avviata dall’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), avviata dopo la segnalazione di «danno erariale» da parte di alcuni cittadini, nei confronti del cosiddetto “modello Benevento”, che aveva visto la stessa ANGSA Campania a fianco della Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza dell’ASL locale, nel garantire la presa in carico di oltre cinquanta bambini con disturbo dello spettro autistico tramite il metodo ABA (Analisi Applicata del Comportamento).
Secondo i proponenti la denuncia, il danno erariale sarebbe stato comprovato dal fatto che la Legge Regionale della Campania 26/17 (Organizzazione dei servizi a favore delle persone in età evolutiva con disturbi del neurosviluppo e patologie neuropsichiatriche e delle persone con disturbi dello spettro autistico) era stata a suo tempo dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale.

Interpellata quindi dall’ANAC, l’AGENAS ha risposto con una nota (disponibile a questo link), nella quale sostanzialmente sottolinea che la materia dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) è estranea a quella dei Piani di Rientro riguardanti alcune Regioni, né fa parte dei motivi che portarono al rigetto della Legge Regionale 26/17 da parte della Corte Costituzionale.
Ugualmente importanti, poi, le ulteriori affermazioni dell’Agenzia, secondo cui «tutto ciò che è ritenuto evidence based», ovvero basato sull’evidenza scientifica, «può e deve essere prescritto» e anche il fatto che «la prescrivibilità attiene ad una valutazione clinica in testa alle Neuropsichiatrie».

A parere della Presidente dell’ANGSA Campania, si tratta di un chiarimento con importanti ricadute anche a livello nazionale, coincidendo segnatamente con il fatto che «d’ora in poi le terapie ABA saranno prescrivibili dal Servizio Sanitario Nazionale in tutta Italia».
Riguardo poi allo specifico della Campania, «è un risultato – sottolinea Nicchiniello – che ci consente di guardare con fiducia anche alle politiche di inclusione e di integrazione ancora da sviluppare con la Regione, e con il Consiglio Superiore di Sanità, oltreché, ovviamente, con i Ministeri della Salute e delle Disabilità, puntando a: potenziare la rete delle Neuropsichiatrie dell’Infanzia e dell’Adolescenza, spingendo a un maggior numero possibile di specializzazioni già dal prossimo anno accademico; centrare l’équipe delle stesse Neuropsichiatrie dell’Infanzia e dell’Adolescenza nello snodo Scuola-Comune-ASL-Famiglia, fino alla transizione dei progetti di inclusione e lavorativi; proporre immediatamente al Comitato LEA [l’organismo che verifica l’applicazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, N.d.R.] altri parametri per premiare le Regioni, come la Campania, che investono in abilitazione, inclusione lavorativa, e non solo in numero di posti residenziali; lasciare infine alle ASL il compito di valutare l’efficacia scientifica degli interventi, anche se finanziati dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e dai Fondi dei Comuni». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: campania@angsaonlus.it.