“HostAbility”, per superare il concetto di “categoria protetta”

«18 disoccupati con disabilità motorie e uditive di età compresa tra i 18 e i 35 anni, interessati a intraprendere e gestire un’ospitalità extra-alberghiera (appartamento turistico, bed&breakfast, casa vacanze), accogliendo turisti con le loro stesse caratteristiche nei propri appartamenti accessibili»: a loro si rivolge HostAbility, progetto che vuole facilitare l’inserimento lavorativo di persone con disabilità, creando il primo circuito di turismo accessibile organizzato a Roma e nel Lazio. Scopriamone di più, ricordando che si potranno inviare le domande di candidatura fino al 31 agosto

Persona con disabilità in carrozzina che spolvera una bibliotecaUn proverbio cinese afferma che «se un uomo ha fame non regalargli un pesce, ma insegnagli a pescare. Solo così non lo avrai sfamato per un giorno, ma per sempre». Credo che con questo spirito bisognerebbe pensare tutte le iniziative rivolte a sostenere le persone socialmente più fragili. Per questo, se si convive con una disabilità, trovo poco utile inseguire il mito delle cosiddette Categorie protette, perché credo che sia più fruttuoso gettare le basi per un’autonoma carriera professionale, se c’è l’occasione e se si hanno le possibilità di coglierla.
Lo chiamo “mito” perché la Sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea contro l’Italia era stata chiara già un po’ di anni fa rispetto al collocamento mirato: «Non ha messo in atto misure appropriate per un effettivo inserimento professionale delle persone con disabilità» [se ne legga sulle nostre pagine a questo link, N.d.R.]. La situazione non è migliorata, nonostante le modifiche alla Legge 68/99 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili): poche aziende sono in regola. Di conseguenza, le ultime statistiche registrano ancora centinaia di migliaia di persone con disabilità che, sebbene posseggano titoli professionali elevati, restano in cerca di un lavoro.

Anche chi scrive è tra questi, saltellando da sempre tra un incarico temporaneo e un altro. Per questo, mi ha sempre fatto sorridere amaramente l’espressione Categorie protette. Sì, perché nessuno si è mai preoccupato di spiegarmi da chi sono protette. In effetti, i risultati sono chiari: non si passa mai dalla teoria alla pratica. In Italia, è vero, abbiamo leggi che promettono un mondo meraviglioso, ma le persone con disabilità si ritrovano sempre a cercare la famosa isola che non c’è.

C’è comunque chi prova a lanciare un gancio in mezzo a questo cielo nuvoloso. Sono, infatti, diverse le iniziative che cercano di invogliare l’imprenditorialità dei disoccupati con disabilità, attraverso una collaborazione tra pubblico e privati. Tra queste, ad esempio, vi è un progetto che vuole facilitare l’inserimento lavorativo di persone con disabilità e creare il primo circuito di turismo accessibile organizzato a Roma e nel Lazio.
È questo il doppio obiettivo che si prefigge HostAbility, percorso formativo della Cooperativa aCapo, finanziato attraverso l’avviso pubblico Percorsi di inclusione attiva dell’Assessorato alle Politiche Sociali e Welfare della Regione Lazio e realizzato con il supporto della CARIS (Commissione d’Ateneo per l’Inclusione degli Studenti con Disabilità e DSA) dell’Università Tor Vergata di Roma, dei Centri per l’Impiego, dell’ENS (Ente Nazionale Sordi) e di altre Associazioni impegnate sul fronte della disabilità.
Le selezioni scadranno il 31 agosto prossimo e saranno un’occasione per «18 disoccupati con disabilità motorie e uditive di età compresa tra i 18 e i 35 anni, interessati a intraprendere e gestire un’ospitalità extra-alberghiera (appartamento turistico, bed&breakfast, casa vacanze), accogliendo turisti con le loro stesse caratteristiche nei propri appartamenti accessibili».
HostAbility vuole quindi trasformare i giovani alunni in host, cioè chi offre un’accoglienza personalizzata al viaggiatore che ospita nella sua abitazione, promuovendo così un turismo sostenibile, responsabile, autentico e di qualità. È una figura professionale che salvaguarda la cultura e le tradizioni locali e si adopera per valorizzarle, permettendo agli ospiti di uscire dai consueti tragitti turistici e di entrare a contatto con lo stile di vita del territorio.
Ai selezionati verrà offerto un corso che durerà dal prossimo mese di settembre a giugno del nuovo anno, per un totale di 600 ore di formazione e un supporto individuale. Inoltre, è prevista un’indennità di frequenza di 6 euro all’ora, per un importo massimo di 3.600 euro nei 10 mesi.
Le lezioni saranno incentrate sullo sviluppo di capacità comunicative, competenze turistiche, digital marketing, metodi di accoglienza ecc. I partecipanti saranno poi impegnati nello studio di buone pratiche e nella frequenza di laboratori presso l’Università Tor Vergata.

Al termine del percorso, quindi, i partecipanti al progetto sapranno gestire la propria attività sulle piattaforme di promozione turistica (Booking, Airbnb ecc.) e conseguiranno una preparazione completa, per affrontare con sicurezza la gestione dell’attività, rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione, soddisfare le esigenze specifiche della clientela, promuovere il territorio, i principali eventi, i servizi accessibili da far conoscere ai visitatori, padroneggiare tecniche e procedure turistiche.

Giornalista, presidente dell’Associazione Diritti Diretti. Il presente testo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it» (con il titolo “Disoccupati con disabilità: ‘HostAbility’ supera il concetto delle categorie protette”). Viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

Per candidarsi alle selezioni di HostAbility (entro il 31 agosto), fare riferimento all’apposito modulo (a questo link). Per ulteriori informazioni e approfondimenti: hostability@acapo.it.

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