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L’autismo e le pseudoscienze

Bambino fotografato di spalleSi parlerà anche di autismo – e lo si farà in modo molto appropriato – all’interno della CICAP Fest 2019. Il festival della scienza e della curiosità, evento quanto mai ricco di incontri e iniziative, in programma a Padova, da oggi, 13 settembre, a domenica 15, a cura del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo sulle Affermazioni delle Pseudoscienze).

Lo si farà esattamente nel pomeriggio di domenica 15, con due incontri successivi, il primo dei quali intitolato Autismo e pseudoscienza (Aula Nievo del Palazzo Bo, ore 15.20), moderato dal docente universitario Sergio Della Sala e al quale interverranno il giornalista e scrittore Gianluca Nicoletti, vincitore del Premio CICAP 2018 In difesa della ragione e Carlo Hanau, già docente di Programmazione e Organizzazione dei Servizi Sociali e Sanitari all’Università di Modena e Reggio Emilia e all’Università di Bologna, oltreché fondatore e direttore responsabile del «Bollettino dell’ANGSA», l’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici, aderente alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).
«Intorno all’autismo – sottolineano i promotori dell’iniziativa – ruota una fiera di venditori di illusioni e pseudoscienziati che promettono cure e sistemi del tutto inutili per “migliorare” la vita degli autistici e delle loro famiglie: dalla comunicazione facilitata alle cure a base di clisteri di candeggina e di camere iperbariche. A tal proposito, abbiamo voluto invitare due figure come Nicoletti e Hanau, che da sempre si battono contro coloro che in questo àmbito sfruttano le sofferenze altrui».

Quasi conseguente e complementare è il secondo incontro, previsto sempre per domenica 15, nella stessa sede del precedente, ovvero Il caso Wakefield. Indagine su una truffa mortale, moderato dal giornalista Fabio Turone e che si avvarrà di un ospite d’eccezione, come spiegano gli organizzatori della CICAP Fest: «Tra gli effetti peggiori delle bufale, c’è quello di insinuare paure e terrori legittimi nelle persone e, in particolare, nei genitori. Questo è successo quando un ricercatore inglese, Alan Wakefield, ha annunciato di avere scoperto un legame tra i vaccini e lo sviluppo dell’autismo nei bambini. Una “rivelazione” che ha scatenato il panico in molte famiglie e indotto tanti a non vaccinare i propri figli, esponendoli così a pericolosissime malattie. Ma quella scoperta era solo una bufala, una truffa ideata da Wakefield per speculare sulle paure del prossimo e vendere terapie alternative. A smascherarlo fu il giornalista Brian Deer, che il 15 settembre a Padova racconterà i retroscena della sua celebre inchiesta».

Ricordiamo che della vicenda che ha avuto per protagonista Alan Wakefield, anche il nostro giornale si è occupato, ad esempio con l’approfondimento intitolato Quella ricerca era stata presentata in modo “irresponsabile e disonesto”, di cui suggeriamo senz’altro la lettura (a questo link).
E per l’occasione, ci sembra opportuno riproporre nel box in calce anche I dieci falsi miti sull’autismo elencati qualche anno fa da Stefano Vicari, direttore della Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, a conclusione del suo libro Nostro figlio è autistico. (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo della CICAP Fest 2019. Per ulteriori informazioni: info@cicapfest.it.

I dieci falsi miti sull’autismo
1. L’autismo in un bambino è determinato dallo scarso affetto dei genitori
L’autismo è una malattia del neurosviluppo, con base biologica e con una componente genetica certa. Non è stato ancora individuato il gene dell’autismo perché l’origine della malattia è legata all’alterazione di più geni e alla loro interazione con fattori ambientali (malattia multifattoriale).
2. L’autismo è causato dall’accumulo di materiali pesanti, come il mercurio
Sono state condotte numerose ricerche su questo tema da agenzie internazionali indipendenti e nessuna evidenza sostiene questa ipotesi ancora, purtroppo, in voga in Italia. Allo stesso modo è provata la non efficacia di diete, terapie con animali, massaggi, musica, e chi più ne ha più ne metta.
3. Con un intervento psicoanalitico si può curare il bambino autistico
Questo assunto, legato all’ipotesi di una causa non biologica dell’autismo, è stato dimostrato completamente errato da molti studi, anche di organismi importanti. Purtroppo è un falso mito duro a morire e sopravvive ancora in alcune nazioni, tra cui l’Italia.
4. Ai bambini con autismo servono solo interventi medici
Ad oggi non esiste un farmaco contro l’autismo. L’ampia gamma dei disturbi associati alla malattia richiede un intervento capace di coinvolgere fortemente la famiglia, la scuola, il territorio. Con l’età adulta occorre inoltre facilitare le esperienze lavorative, di autonomia personale e sociale. Alcuni farmaci possono, però, essere utilmente impiegati per contrastare l’iperattività, l’aggressività o le ossessioni, tutti sintomi spesso associati all’autismo.
5. L’autismo passa con la crescita
Un intervento precoce aumenta le probabilità di successo della terapia e, per ogni bambino autistico, permette di raggiungere il proprio massimo potenziale di autonomia e conoscenze, agevolandone così la vita da adulto. In mancanza di terapia o in caso d’intervento tardivo, le possibilità per una vita autonoma si riducono fortemente.
6. Nessuna terapia è veramente utile: in pratica, non c’è nulla da fare
In realtà, studi scientifici rigorosi dimostrano che un intervento comportamentale intensivo è in grado di migliorare le capacità relazionali, comunicative e di autonomia dei ragazzi autistici, favorendone una migliore qualità di vita.
7. L’autismo è un disturbo molto raro
Dati recenti segnalano come l’autismo colpisca 1 bambino ogni 150 nati, e sarebbero oltre 350.000 le persone con autismo in Italia. Tuttavia, l’apparente normalità fisica di molte di loro non ne facilita il riconoscimento e può indurre a ritenere queste persone solamente “bizzarre” o socialmente inadeguate.
8. Un bambino autistico è, in realtà, un genio
I bambini con autismo possono presentare alcune capacità sorprendenti insieme ad alcuni deficit marcati: un bambino può ricordare il compleanno di tutti i suoi compagni di classe e tuttavia non riuscire a usare correttamente i pronomi personali “io” o “tu”. Un bambino può leggere formalmente in modo perfetto, ma non capire nulla di ciò che ha letto. I bambini con autismo mostrano una grande variabilità in termini di quoziente intellettivo, ma molti di loro presentano deficit cognitivi evidenti e solo una piccola percentuale ha un quoziente intellettivo superiore alla media.
9. Se il bambino parla, non può essere autistico
Il linguaggio è una delle aree spesso compromesse nel bambino con autismo, ma a volte è possibile ritrovare una forma di linguaggio evoluta, anche se può risultare limitata nel numero di parole usate, nella correttezza o nella capacità espressiva.
10. Per aiutare un bambino autistico basta l’amore
In realtà, oltre all’amore occorre una competenza tecnica specifica nei programmi di trattamento riabilitativo. Al pari di tutte le altre persone, le differenti individualità, capacità, difficoltà e i diversi àmbiti di vita rendono indispensabili una formazione specifica e una buona esperienza pratica per poter operare e comprendere adeguatamente ogni persona con autismo.