Conquistare a 55 anni lo Stelvio in handbike

Arrivare in cima ai 2.758 metri del Passo della Stelvio, che ha incoronato grandi campioni di ciclismo, non è da tutti. Farlo a 55 anni in handbike e in meno di tre ore, pur coadiuvati dalla pedalata assistita, è un’impresa. Ci è riuscito Moreno Gurini, che percorrendo i quarantadue tornanti della dura salita ha pensato anche, come racconta egli stesso, alle persone che «mi hanno salvato dalle lamiere dell’auto in cui insieme a mio figlio e alla sua ragazza ero rimasto incastrato. A quelle che sono intervenute in ospedale, e dopo ti hanno riabilitato e messo in condizione di tornare a vivere»

Luglio 2019: Moreno Gurini arriva allo Stelvio

Moreno Gurini all’arrivo sul Passo dello Stelvio

Arrivare in cima alla leggenda, al Passo della Stelvio, che ha incoronato grandi campioni di ciclismo del passato, non è cosa da tutti. Farlo a 55 anni in handbike e in meno di tre ore, anche se coadiuvati dalla pedalata assistita, è un’impresa.
Moreno Gurini c’è riuscito il 14 luglio scorso, durante la manifestazione sportiva Mapei Day, che ha visto partecipare oltre 3.000 concorrenti suddivisi in quattro batterie (bici uomini e donne, e-bike e gara podistica). Un evento per veri sportivi, professionisti e amatori, che si sono sfidati per affrontare i 42 tornanti della salita al Passo dello Stelvio, distribuiti su quasi 22 chilometri con 1.553 metri di dislivello, fino a raggiungere i 2.758 metri della sua vetta.

“È stata un’emozione incredibile – ha commentato Gurini all’arrivo in vetta dopo la premiazione – anche perché lungo la strada hai il tempo di ricostruire il percorso che ti ha portato fin lì. Ripensare alle persone che ti hanno salvato dalle lamiere dell’auto in cui tu, tuo figlio e la sua ragazza eravate rimasti incastrati. A quelle che sono intervenute in ospedale, e poi dopo ti hanno riabilitato e messo in condizione di tornare a vivere. Persone che spesso vengo dimenticate e il cui lavoro non è sempre ricompensato a dovere».

Perito per montaggi industriali, in particolare di ponti ferroviari, Gurini rimane schiacciato nel 2003 da una grossa trave vicino a Bergamo, riportando importanti traumi al bacino, al braccio sinistro e agli organi addominali.
Addio alla carriera, e un arrivederci al mondo dello sport: ha difficoltà a camminare. Smette quindi di sciare, correre (diventerà, poi, il promotore dell’Alta Valtellina Sky Race oggi Val Viola Trail Run) e non può più arrampicarsi, altra sua grande passione.
Nel 2017 ha un secondo incidente, questa volta in auto con il figlio, che lo lascia in fin di vita (il 14 luglio è anche la data della sua uscita dal coma). Ma, ironia del destino, proprio questo ulteriore cambiamento della vita lo spinge a tornare al mondo dello sport dopo dieci mesi di degenza e molti altri di riabilitazione per una mielolesione.
Diciotto mesi fa conosce un gruppo di sciatori freerider paraplegici e quindi nel febbraio di quest’anno fa il suo primo corso di monosci al Passo del Tonale, tornando sugli sci dopo sedici anni dall’ultimo contatto con la neve.
Nel successivo mese di marzo prova per la prima volta la e-Handbike realizzata dalla Ottobock per il bike rental di Bormio e-Stelvio (che la noleggia a chiunque voglia provare) e la acquista grazie a una raccolta fondi online. Proprio quella che gli permetterà di conquistare la sua cima.

Testo già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it» (con il titolo “Moreno Gurini, 55 anni, conquista il passo dello Stelvio in handbike”). Viene qui ripreso – con alcuni riadattamenti al diverso contenitore – per gentile concessione.

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