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L’”accomodamento ragionevole” che rende il luna park accogliente per tutti

Una delle attrazioni del luna park di Reggio Calabria

Si sa che disabilità e luna park sono realtà quasi antitetiche. A meno di usare ragionevolezza, buon senso, e un pizzico di intraprendenza, come ha fatto il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.

La città dello Stretto è stata recentemente animata dalla grande Festa in onore della Madonna della Consolazione, appuntamento attesissimo in cui di anno in anno il popolo reggino rinnova una devozione le cui origini risalgono alla metà del Cinquecento. È una festa che evidenzia il rianimarsi della città nell’ultimo scorcio d’estate, quando tornando dalle residenze estive i reggini “ricominciano”: la Festa annuncia, come la scuola, come Capodanno, un nuovo inizio con tutto l’impegno e le speranze che ci sono dentro.
Arrivano gli artisti con i loro spettacoli, si moltiplicano i punti di produzione e vendita del cibo di strada più tradizionale, gli artigiani aprono i loro stand. Arrivano anche gli esercenti degli spettacoli viaggianti – i giostrai – con le loro attrazioni, piene di luci e di suoni fortissimi che caricano di adrenalina gli avventori.

In giornate così convulse, troppo piene di tutto, il sindaco Falcomatà ha realizzato che per i giovani concittadini con autismo è difficilissimo, se non impossibile, vivere la Festa e frequentare il luna park, a causa della forte esposizione sensoriale.
Per questo, il consigliere delegato ai Grandi Eventi del Comune, Nicola Paris, è stato incaricato di chiedere agli esercenti degli spettacoli viaggianti la possibilità di limitare le luci e abbassare la musica per due ore, dalle 18 alle 20, del 20 settembre appena trascorso. La risposta è stata immediata e positiva. I risultati stupefacenti, e goduti da tutti, con e senza disabilità.

Senza ricorrere a riunioni, decreti e lungaggini burocratiche, solo attraverso un’azione sinergica tra Comune ed esercenti si è concretizzata una buona prassi che ha permesso ai ragazzi autistici di recuperare un’isola di tranquillità per divertirsi o anche solo per passeggiare. O per visitare per la prima volta un luna park, come dimostrano le testimonianze dei genitori in un servizio dell’emittente locale ReggioTV.
Che sarebbe stato un successo, lo si era compreso già dalle reazioni alla comunicazione della notizia sui social: una valanga di assensi non solo per solidarietà con le persone autistiche, ma anche per testimoniare che è piacevole per tutti avere dei tempi di riposo da sollecitazioni sensoriali troppo intense.
L’auspicio è che per il futuro luci e musica vengano abbassate per qualche ora per tutto il tempo di permanenza delle giostre.

Il tema dell’accessibilità di impianti e attrazioni in condizione di piena sicurezza è molto sentito in seno all’ANESV (Associazione Nazionale degli Esercenti degli Spettacoli Viaggianti), che ha preso atto della necessità di porre “ragionevoli accomodamenti” alle macchine e ai siti, come indica la Convenzione ONU  sui Diritti delle Persone con Disabilità.
Si è ad esempio raccontato anche su queste pagine del Parco Divertimenti Gardaland di Castelnuovo del Garda (Verona), dove, dietro prenotazione, si può attivare il servizio denominato Easy Rider: si tratta di due guide che studiano un percorso personalizzato ai luoghi e alle attrazioni del parco, un servizio dedicato a tutte le persone con disabilità, comprese quelle con disabilità cognitivo-relazionale. A volte si tratta solo di passeggiate nei diversi siti del Parco, senza utilizzo delle attrazioni.

Il sindaco Falcomatà ha dunque trovato una facile sponda presso i giostrai. Ma resta a lui il plauso per avere  individuato una buona prassi che ha permesso, senza complicazioni burocratico-amministrative, di fare la differenza, attuando velocissimamente quella “Progettazione Universale”, fulcro della citata Convenzione ONU, che ci include e riguarda tutti. E che per questo ci rende più simili e prossimi di quanto non immaginiamo.

Il presente testo è già apparso in InVisibili, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “L’autismo e le piccole ‘buone prassi’ che rendono inclusivo il Luna Park”. Viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.