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La questione dei caregiver familiari va affrontata seriamente

Statua di Atlante

«È così inappropriato – si era chiesto a suo tempo su queste stesse pagine Giorgio Genta – paragonare la vita del caregiver familiare a quella di Atlante, il personaggio mitologico condannato dal dio Giove a tenere sulle spalle l’intera volta celeste?»

In occasione del recente insediamento del nuovo Governo Conte, vogliamo esprimere ancora una volta la nostra profonda preoccupazione in relazione all’emergenza sociale dei caregiver familiari.
All’inizio di agosto è stato presentato un testo di legge unificato, il Disegno di Legge S.1461 (Disposizioni per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare), pubblicato solo da pochi giorni, decisamente inadeguato e lontano anni luce dal fornire risposte serie e concrete per i caregiver familiari.
Già l’introduzione evidenzia un certo pressapochismo di fondo, poiché viene nuovamente evidenziato il carattere “volontaristico” e gratuito dell’attività di cura che svolge il caregiver familiare, in sfregio alla realtà di fatto che dimostra chiaramente due cose: il caregiver non ha le caratteristiche di un volontario e attribuire ad esso un carattere di gratuità è fuorviante e rischia di declassare ingiustamente questa figura.

Le disposizioni previste in questo testo mettono sullo stesso piano i caregiver familiari, a prescindere dall’intensità di cura prestata e dalla durata del caregiving; questo confligge con il più elementare buon senso, per non tacere della previsione inspiegabilmente contenuta in soli tre anni di contributi figurativi.
La ciliegina sulla torta? L’avere previsto solo il fondo (25 milioni all’anno per tre anni) stanziato con la Legge di Bilancio 2018, che era stato a suo tempo individuato ai fini di aprire il capitolo di spesa per le tutele di questa categoria storicamente vessata e dimenticata, nell’ attesa di una legge che dovesse prevedere un significativo incremento di detto fondo contestualmente alle misure esigibili.

Poiché i caregiver familiari attendono da troppo tempo una legge che li tuteli, chiediamo che da parte del nuovo Governo e delle forze che lo sostengono ci si impegni concretamente per correggere profondamente il testo in questione, evidentemente anche attribuendo una dotazione finanziaria adeguata.
Siamo consapevoli del naturale rispetto dei ruoli fra Potere Legislativo ed Esecutivo, ma sappiamo anche che la volontà politica della maggioranza che sostiene il Governo è determinante a far convergere le scelte verso questa o quella priorità.
Questa nuova alleanza politica vorrebbe connotarsi con una rinnovata attenzione alle questioni sociali: bene, quella dei caregiver familiari è un’emergenza che non può più attendere oltre, e che va affrontata seriamente e non con proposte di legge che suonano come un’odiosa beffa per questi “eroi silenziosi”.

Il CONFAD è il Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità.