Non esiste un atteggiamento giusto con le parole sbagliate

«Le parole – scrive Antonio Giuseppe Malafarina -, con i concetti che intendono, qualche volta in maniera sottintesa, possono fare male, mettiamocelo in testa. Non esiste quindi un atteggiamento giusto con le parole scorrette. È come dire che esiste un buon edificio fatto con i materiali sbagliati. Ma questo è il modo di pensare di tanti. Dicono: “Una volta che abbiamo parlato di persone con disabilità, dei loro diritti e via dicendo, che importa se lo abbiamo fatto con le parole sbagliate?”. Io, però, continuerò a portare avanti la battaglia sul giusto linguaggio»

Una mano tiene un colino che filtra lettere (e parole)Parlare con le parole giuste non è uno schiribizzo di alcuni fissati del lessico. Se io dico a una persona che è un “negro”, faccio pensare qualcosa di diverso che se dico che è un “nero”, ovvero una persona nera. Le parole, con i concetti che intendono, qualche volta in maniera sottintesa, possono fare male, mettiamocelo in testa.

Ne ho parlato qualche tempo fa all’Università Cattolica di Milano, durante l’incontro Disabilità, informare con le parole giuste, valido come corso di aggiornamento per giornalisti, ma aperto a tutti [se ne legga la presentazione