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Scuola sempre più difficile per i bambini e i ragazzi con autismo

Particolare di ragazzo sedutoNel corso di un incontro con il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, una delegazione dell’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) – composta dalla presidente nazionale Benedetta Demartis, dalla presidente dell’ANGSA Lazio Stefania Stellino, già componente dell’Osservatorio Nazionale per l’Inclusione Scolastica e da Francesco Di Salle, docente all’Università di Salerno – ha riferito del disagio, talora sconfinante in vera e propria rabbia, delle famiglie di bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico, che «mai come quest’anno – si è detto – vedono nell’inclusione scolastica una vera beffa».
«I bambini e i ragazzi con autismo – dichiara infatti Demartis a margine dell’incontro – sono tra i più penalizzati dalla pesante burocrazia che invade il mondo della scuola, non solo per il grave ritardo nelle assegnazioni degli insegnanti di sostegno e degli assistenti alla comunicazione, ma soprattutto a causa della scarsa formazione di entrambe le categorie e per l’assenza di continuità didattica, elementi indispensabili se si vuole includerli e insegnar loro. A questo annoso problema abbiamo proposto soluzioni a breve, medio e lungo termine. Abbiamo quindi chiesto al Ministro di inserire finalmente la disciplina dell’Analisi Comportamentale nelle università italiane, che nei Paesi anglosassoni è presente da almeno un ventennio. È inaccettabile, infatti, che siano solo o quasi esclusivamente realtà  private a gestire questa importante materia, che prepara professionisti i quali, di fatto, non vengono poi riconosciuti né in ambiente scolastico, né sanitario né sociale».

«È stata inoltre ribadita – si legge poi in una nota diffusa dall’ANGSA – la necessità di una formazione e di un aggiornamento obbligatorio per gli insegnanti e per gli assistenti alla comunicazione, che spesso si trovano completamente spiazzati di fronte a comportamenti problematici e a un diverso modo di apprendere, come succede agli studenti con autismo. Imprescindibile, inoltre, è la continuità delle figure di riferimento, che in una sindrome come quella autistica, costituisce un elemento fondamentale per l’apprendimento. Dal canto suo, il professor Di Salle ha anche illustrato la necessità di inserire la disciplina della Scienza del Comportamento nelle università pubbliche».

«Abbiamo quindi informato il Ministro – prosegue Demartis – dell’inevitabile scelta della nostra Associazione di interrogare la Magistratura circa la legittimità della legge per l’integrazione e per l’inclusione scolastica che di fatto discrimina costantemente i nostri figli. E infine abbiamo messo in evidenza come l’attuazione delle Linee di Indirizzo sui disturbi dello spettro autistico – che prevedono, oltre alla presa in carico sanitaria, anche la parte educativa di competenza della Scuola e dei Comuni – sia ben lungi dall’essere applicata. In questo modo, chiaramente, il progetto di vita risulta inattuato nella sua parte più necessaria e cioè in quella educativa, come definito con chiarezza nella Linea Guida dell’Istituto Superiore di Sanità».

«Il ministro Fioramonti – conclude la Presidente dell’ANGSA – ha ascoltato con grande attenzione e si è reso disponibile nell’attivarsi da subito in tutto ciò che è di sua competenza. Restiamo dunque in attesa di un cambio di passo e di una presa di responsabilità da parte del Ministero affinché ci siano evidenti cambiamenti all’interno della Scuola». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e appro0fondimenti: ufficiostampa@angsa.it.