Questioni fondamentali per i cittadini europei con disabilità visiva

«Superare la “carestia” di libri in formato accessibile, verificare che tutti i Paesi applichino le norme sul sistema obbligatorio di allarme acustico nei veicoli con motore elettrico, poter esercitare il diritto di voto, negare finanziamenti pubblici ai film senza audiodescrizione e riconoscere l’importanza del Braille, pur nell’era delle nuove tecnologie, sono sfide da vincere per il futuro dei cittadini europei ciechi e ipovedenti»: lo dichiara Mario Barbuto, presidente dell’UICI, in vista dell’XI Assemblea Generale dell’Unione Europea dei Ciechi, che si terrà dal 28 al 30 ottobre a Roma

"Dog Parade", 16 ottobre 2014

Un’immagine della “Dog Parade” di Roma, iniziativa che nell’ottobre del 2014 vide sfilare per le vie della Capitale oltre cinquanta cani guida, in comapgnia dei loro proprietari e amici, fino ad arrivare a Piazza Montecitorio

Sarà quest’anno l’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) ad ospitare dal 28 al 30 ottobre a Roma, presso il Mercure Roma West Hotel, l’Assemblea Generale dell’EBU (European Union Blind), l’Unione Europea dei Ciechi, evento centrato sul tema Leaving No One Behind: EBU Driving Full Inclusion through the SDGs (“Non lasciare indietro nessuno: l’EBU guida la piena inclusione attraverso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU”). La precedente Assemblea si era svolta a Londra nel 2015 e quella dei prossimi giorni sarà l’undicesima della serie.

A sottolineare l’importanza della tre giorni romana in un momento storico di grandi difficoltà e incertezze è Mario Barbuto, presidente nazionale dell’UICI, che dichiara: «Credo che superare la “carestia” di libri in formato accessibile, verificare che in tutti i Paesi vengano applicate le norme sull’AVAS, il sistema obbligatorio di allarme acustico da installare su tutti i veicoli con motore elettrico, la possibilità di poter esercitare il diritto al voto, la concessione da parte degli Stati di finanziamenti alle produzioni cinematografiche accessibili e il riconoscimento in tutta Europa dell’importanza del Braille, nonostante lo sviluppo tecnologico, siano sfide da vincere per il futuro delle persone cieche e ipovedenti del Vecchio Continente».

Nata il 27 agosto 1984, l’EBU è costituita da quarantuno Associazioni che nei rispettivi Paesi tutelano e difendono gli interessi morali e materiali delle persone minorati della vista. L’Italia vi è rappresentata dall’UICI.
L’Assemblea Generale, come accennato, si svolge ogni quattro anni ed è anche l’occasione per il rinnovo dell’organigramma dell’organizzazione. Come le edizioni precedenti, anche quella di Roma si articolerà su tre intense giornate di dibattito, confronto e mostre di ausili che serviranno a fare il punto sulle attività realizzate e sui quelle da programmare per il prossimo quadriennio.
Il 30 ottobre, inoltre, i Delegati dell’Assemblea, insieme a tantissimi soci ciechi e ipovedenti italiani, saranno ricevuti in udienza da Papa Francesco.

A questo link è disponibile un testo di approfondimento su alcune questioni fondamentali, in vista dei prossimi anni, per i cittadini europei con disabilità visiva, le stesse, per altro, richiamate dal Presidente dell’UICI. «Si tratta infatti – sottolineano dall’UICI – di un insieme di campagne di sensibilizzazione già ben avviate e di nuove problematiche che stanno venendo alla ribalta, anche se l’elenco non è affatto esaustivo».
Questi i titoli contenuti in quel testo: Superare la “carestia” di libri in formato accessibileI pericoli dei veicoli silenziosi – Votare: un diritto negato a molti elettori – No ai finanziamenti pubblici ai film senza audio descrizione – L’alfabetizzazione Braille vittima degli sviluppi tecnologici. (S.B.)

A questo link sono disponibili tutte le notizie (in inglese) sull’XI Assemblea Generale dell’EBU (Roma, 28-30 ottobre). Per ulteriori informazioni: ustampa@uiciechi.it (Vincenzo Massa).

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