Il progetto “Mowgli”, per cambiare la vita di bimbi e bimbe con disabilità

Si chiama “Mowgli”, come il celebre personaggio letterario, protagonista dell’altrettanto celebre film d’animazione “Il libro della giungla” – il bel progetto promosso dall’ANFFAS di Modica (Ragusa), dedicato ai bambini e alle bambine con disabilità e basato su una serie di trattamenti educativi di impronta cognitivista tramite i quali, attraverso il gioco strutturato, si vogliono fare emergere e consolidare le abilità cognitive, motorie e relazionali dei bimbi e delle bimbe, creando i prerequisiti di base per gli apprendimenti scolastici

Mowgli da "Il libro della gkiungla", film d'animazione del 1967

Il personaggio di Mowgli nel celebre film d’animazione disneiano del 1967 “Il libro della giungla”

Quella di Mowgli – celebre personaggio letterario creato da Rudyard Kipling e protagonista dell’altrettanto celebre film d’animazione Il libro della giungla, realizzato nel 1967 dalla Disney – è la storia di un ragazzino cresciuto fra i lupi, che appartiene al mondo animale ma non può rinnegare le proprie radici umane e che quindi fatica a trovare un posto nel mondo e deve vedersela con insidie continue, provenienti sia dal suo mondo d’origine che a quello che l’ha adottato.
A questo punto, quindi, è decisamente superfluo spiegare perché l’ANFFAS di Modica, in provincia di Ragusa (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), abbia voluto chiamare proprio Mowgli un bel progetto dedicato ai bambini e alle bambine con disabilità, iniziativa basata su una serie di trattamenti educativi di impronta cognitivista tramite i quali, attraverso il gioco strutturato, si vogliono fare emergere e consolidare le abilità cognitive, motorie e relazionali dei bimbi e delle bimbe, creando i prerequisiti di base per gli apprendimenti scolastici.

«I trattamenti – spiegano dall’ANFFAS di Modica – vengono svolti direttamente a domicilio del bambino da operatori specializzati e perseguono attraverso il gioco molteplici obiettivi, quali ad esempio lo sviluppo di forme di comunicazione alternative al linguaggio, il potenziamento delle autonomie personali, lo sviluppo delle capacità percettive e attentive, il rafforzamento delle capacità relazionali e di socializzazione adeguate al contesto».

Mowgli, però, intende occuparsi di tutto il nucleo familiare ed «ecco perché – aggiungono dall’Associazione siciliana – forniamo un supporto psico-sociale alla famiglia, che dal momento della diagnosi di una certo tipo è chiamata a ri-progettare la propria vita e può dunque necessitare di punti di riferimento che facciano da raccordo con la scuola, le strutture sanitarie e altri. Forniamo inoltre anche un supporto informativo, ad esempio attraverso il nostro Sportello SAI (Servizio Accoglienza e Informazione), dedicato proprio al segretariato sociale».

«Riteniamo – concludono dall’ANFFAS modicana – che una presa in carico il più precoce possibile dei bambini e delle bambine con disabilità e un supporto alle loro famiglie siano al primo posto tra le esigenze che meritano una risposta concreta e anche in questo caso vogliamo proporci quale valido sostegno in una fase così delicata per lo sviluppo». (S.B.)

Per approfondire, accedere a questa pagina nel sito dell’ANFFAS di Modica. Per informazioni: info@anffasmodica.it.

Stampa questo articolo