Una nuova “Casa per Diventare Grandi”

«Questa nuova struttura rivolge una particolare attenzione alla cosiddetta “fase ponte”, ovvero intende colmare il gap della presa in carico che si verifica nel passaggio all’età adolescenziale, creando un percorso lineare di crescita in una logica di piena integrazione dei servizi, dalla primissima infanzia all’età adulta»: lo sottolineano dalla Fondazione Renato Piatti di Varese, che ha inaugurato a Besozzo, sempre in provincia di Varese, la “Casa per Diventare Grandi”, nuovo Centro Riabilitativo Educativo Integrato, rivolto a persone con disabilità intellettive e del neurosviluppo

Taglio del nastro della nuova "Casa per Diventare Grandi" della Fondazione Piatti di Varese, novembre 2019

Il proverbiale taglio del nastro della nuova struttura voluta a Besozzo (Varese) dalla Fondazione Renato Piatti, con la partecipazione, tra gli altri, di Silvia, 11 anni e di Innocenta, detta “Ina”, di 33 anni, entrambe ospiti della Fondazione stessa

«Abbiamo riqualificato questo Centro seguendo l’approccio dell’“architettura inclusiva”, studiando gli ambienti in modo da garantire la migliore qualità di vita per i nostri giovani ospiti con disabilità e per le loro famiglie. Offriamo infatti un modello di continuità di presa in carico che assicuri alle persone con disabilità intellettiva e del neurosviluppo un percorso evolutivo quanto più possibile lineare, in termini di acquisizione, sviluppo e mantenimento delle competenze cognitive, motorie e relazionali. Le due strutture annesse e integrate (Centro Riabilitativo e Centro Diurno) condivideranno quindi stili e strategie, mettendo in atto interventi progettati per ogni età della vita, con una particolare attenzione alla cosiddetta “fase ponte” che vede il passaggio dall’infanzia all’adolescenza e, poi, all’età adulta».
A dirlo è stata un’emozionata Cesarina Del Vecchio, presidente della Fondazione Renato Piatti di Varese, a margine dell’inaugurazione, avvenuta qualche settimana fa, della “Casa per Diventare Grandi”, nuovo Centro Riabilitativo Educativo Integrato di Besozzo, sempre in provincia di Varese, struttura per le disabilità intellettive e del neurosviluppo nata dall’accorpamento tra il Centro Riabilitativo Semiresidenziale di Neuropsichiatria Infantile per Minori, frequentato da 76 bimbi e ragazzi, e il Centro Diurno Disabili, prima collocato in altra sede, al quale afferiscono 23 ospiti tra giovani e adulti. E a tagliare il proverbiale nastro, per l’occasione, sono state Silvia, 11 anni e Innocenta, detta “Ina”, di 33 anni, entrambe ospiti della Fondazione Piatti.

«La nuova “Casa per Diventare Grandi” – spiegano dalla Fondazione – va a colmare il gap della presa in carico che si verifica nel passaggio dalla minore età all’età adolescenziale, creando un percorso lineare di crescita in una logica di piena integrazione dei servizi, dalla primissima infanzia alla età adulta. Si tratta di un progetto che realizza concretamente le indicazioni della Regione Lombardia, ove si prevde appunto l’integrazione nella gamma di servizi per persone con fragilità, tra cui disabilità diversificate e autismo. Questo nuovo Centro, inoltre, avrà un importante impatto sociale, assicurando un incremento della capacità di rispondere ai bisogni sanitari e socio sanitari del territorio, anche attraverso l’offerta di servizi dedicati alla famiglia (come il Punto Famiglie) e prestazioni ambulatoriali, il tutto rivolto anche a persone esterne».

Oltre alla collaborazione con il Comune di Besozzo e con l’ASST Sette Laghi (Azienda Socio Sanitaria Territoriale), a sostenere questo progetto vi è stata una campagna di raccolta fondi mirata, cui hanno contribuito donatori privati, aziende del territorio, fondazioni e club di servizio. Una campagna che, vista la portata dell’iniziativa, vedrà ancora impegnata la Fondazione promotrice per i prossimi due anni.

Costituita nel 1999 a Varese, per volontà di alcuni soci dell’ANFFAS locale (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), la Fondazione Renato Piatti è nata segnatamente allo scopo di progettare, realizzare e gestire servizi a favore delle persone con disabilità intellettiva e relazionale e delle loro famiglie.
Attualmente gestisce numerose unità di offerta nelle Province di Varese e Milano, nelle quali si prende cura di circa cinquecento persone di tutte le età, grazie all’impegno di altrettanti operatori e volontari. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Benedetta Frattini (benedetta.frattini@crispi77.it).

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