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A quanto sembra, volare in aereo non è ancora per tutti

Persona con disabilità in un aeroporto, insieme a familiari e a persona dell'assistenzaGiovanni D’Aiuto, presidente della UILDM di Palermo (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), ha una patologia neuromuscolare e si muove in carrozzina elettrica. Una decina di giorni fa si imbarca su un volo di Ryan Air, da Palermo a Treviso, per partecipare a un corso di formazione per allenatori di wheelchair hockey (hockey in carrozzina), in programma a Lignano Sabbiadoro (Udine).
«Il viaggio di andata – racconta – non ha avuto intoppi. Io mi muovo in carrozzina elettrica e la compagnia aerea qualche giorno prima mi aveva contattato per avere informazioni dettagliate sul tipo di ausilio e sul tipo di batterie che la alimentano. Per ogni evenienza ho portato con me tutta la documentazione e le schede tecniche».

I problemi, però, iniziano la domenica a Venezia, al banco del check-in del viaggio di ritorno. «Per il ritorno avevo acquistato un biglietto aereo della compagnia low cost Volotea, che nei giorni precedenti al viaggio aveva richiesto ulteriori informazioni sul tipo di carrozzina e sull’assistenza di cui avevo bisogno, ma non sul tipo di batterie». Ed è proprio con le batterie che nascono i problemi.
Il personale addetto al check-in, infatti, non permette a D’Aiuto  di partire dichiarando che, secondo il regolamento, le batterie superano la potenza massima consentita per viaggiare su un aereo. «Ho chiesto di vedere il regolamento – spiega il Presidente della UILDM di Palermo – , ma ho ricevuto risposte molto vaghe. Ho spiegato che, se si trattava delle batterie, potevano essere tranquillamente sigillate per viaggiare in sicurezza essendo a tenuta stagna. Ho presentato tutta la documentazione in mio possesso, ma non ho avuto risposte dalla compagnia».
Volotea non cambia idea e D’Aiuto non riesce a imbarcarsi. «Non mi sono perso d’animo e ho fatto presente l’accaduto all’Ente gestore dell’Aeroporto Marco Polo e agli ufficiali di polizia sul posto».

Trascorrono molte ore e solo in serata D’Aiuto, insieme al suo accompagnatore, riesce a prenotare un volo per Palermo in partenza da Treviso con la compagnia Ryan Air. Alle 2 di notte finalmente atterra in Sicilia. «Dopo il mio ritorno a casa – dice – sono stato contattato da un referente di Volotea che mi ha offerto il rimborso per le spese sostenute, ma non ho ricevuto nessuna comunicazione ufficiale sulle motivazioni per cui sono rimasto a terra. Le batterie che alimentano la carrozzina sono sicure, basta avere alcuni accorgimenti nel trattarle. Non è giusto che mi sia stato negato il diritto di volare. Sono trent’anni che prendo aerei, in Italia e all’estero, e non ho mai avuto problemi con le compagnie aeree, tutti si sono sempre dimostrati disponibili a trovare soluzioni e alternative nei casi particolari».
«Basterebbe – aggiunge – uniformare i regolamenti delle compagnie aeree e renderli più trasparenti. A volte basterebbe semplicemente più accoglienza e disponibilità da parte del personale per trovare soluzioni alle specifiche problematiche. E anche più formazione sulle tematiche della disabilità. Gli operatori negli aeroporti, infatti, sono preparati ad accogliere persone con carrozzine manuali, ma spesso manca una formazione specifica su altri ausili, quali le carrozzine elettriche. Non tutte le persone con disabilità possono essere trasferite agevolmente da una carrozzina elettrica a una manuale, a causa di una certa postura o di necessità specifiche».
«Spero che questa disavventura – auspica in conclusione – possa essere utile agli altri viaggiatori con disabilità e alle compagnie aeree. E credo che grazie alla UILDM e a tutte le altre Associazioni che si occupano di disabilità possiamo senz’altro trovare soluzioni per promuovere il diritto alla mobilità». (Alessandra Piva)

La presente nota riprende, per gentile concessione, un testo già apparso nel sito della UILDM Nazionale (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), con alcuni riadattamenti al diverso contenitore.