I talenti spesso nascosti e trascurati delle persone adulte con autismo

«Questi manufatti raffinati ed eleganti, che rappresentano il lavoro collettivo di molti, dimostrano inequivocabilmente che le persone con autismo, se messe nelle giuste condizioni, possono esprimere talenti, molte volte nascosti e trascurati, che i più non si aspettano da loro»: lo dicono dalla Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone a proposito dell’“Omaggio a Gustav Klimt”, mostra di mosaici realizzati presso l’Officina dell’Arte, il Centro lavorativo per persone con autismo adulte della Fondazione stessa. Dopo le uscite di Pordenone e Udine, toccherà ora il 20 dicembre a Trieste

"Il bacio" di Gustav Klimt rivisitato dall'Officina dell'Arte di Pordenone

“Il bacio”, celeberrima opera di Gustav Klimt, rivisitata a mosaico dall’Officina dell’Arte della Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone

Aveva esordito alla fine dello scorso anno a Pordenone, per essere poi riproposta a Udine nella primavera di quest’anno. Arriverà ora venerdì 20 dicembre a Trieste (Sala Veruda di Palazzo Costanzi, Piazza Piccola, ore 18), organizzata in collaborazione con il Comune del capoluogo giuliano, la mostra Mosaicamente: Omaggio a Gustav Klimt, promossa dalla Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone.

Il nostro giornale si occupa ormai da anni delle varie iniziative promosse dalla Fondazione pordenonese che, nonostante il proprio nome, non si occupa solo di bambini, ma anche di persone con autismo adulte, seguendole nell’arco di tutta la vita.
Si tratta di un’organizzazione che ha realizzato una serie di servizi e centri i quali, a seconda dell’età e delle caratteristiche delle persone, possono accompagnarle nel modo più appropriato, con l’obiettivo di consentir loro una vita dignitosa e, per quanto possibile, “normale”.
Uno dei Centri più spesso presenti sulle nostre pagine è certamente l’Officina dell’Arte, luogo di lavoro pensato proprio per persone con autismo adulte nel quale, all’interno di laboratori professionali, esse possono dimostrare i loro talenti e accrescere la propria autostima.
Ed è dall’Officina dell’Arte che ormai da molti anni ha preso il via il ciclo di mostre denominato Mosaicamente, tante pregevoli iniziative, che consistono nella resa musiva delle opere di celebri artisti. Al celebre artista austriaco Gustav Klimt è dedicata appunto la tappa più recente di questo percorso.

«Klimt – spiegano dalla Fondazione Bambini e Autismo – fu l’animatore della Secessione Viennese, movimento artistico di fine Ottocento le cui figure preminenti erano pittori e architetti che si staccarono dall’Accademia di Belle Arti, per dare vita ad un’arte che fosse “fusione di arti” fuori dai canoni accademici del tempo. Oltre a ciò, l’essere figlio di un orafo e quindi l’avere familiarità con il prezioso metallo forse condizionò l’artista nelle sua creatività, tanto che nel suo “periodo aureo” usò spesso l’oro nei suoi dipinti. Con queste specificità egli divenne ben presto l’autore elegante e di fama internazionale che tutti conoscono, senza nemmeno dimenticare i suoi molti viaggi a Ravenna, ove rimase colpito dalla fattura dei mosaici. Già queste brevi indicazioni, dunque, fanno capire come sia stato stretto il legame tra le opere pittoriche dell’artista e l’arte musiva della quale fu un estimatore e che ebbe in lui un forte influsso artistico».

«Nel laboratorio professionale di mosaico della nostra Officina dell’Arte – proseguono dalla Fondazione – le persone con autismo adulte, sotto la guida del maestro mosaicista Davide Shaer, hanno ripensato alcune delle opere di Klimt partendo dalla loro particolare visione del mondo e quindi delle opere figurative, prediligendo il particolare alla visione d’insieme. Ne è nata una produzione di mosaici in cui la fusione di tessere, d’oro e non, ha dato nuova vita alle opere dell’artista austriaco. Non solo: i manufatti raffinati ed eleganti che rappresentano il lavoro collettivo di molti stanno a dimostrare, inequivocabilmente, che le persone con autismo, se messe nelle giuste condizioni, possono esprimere talenti, molte volte nascosti e trascurati, che i più non si aspettano da loro. Infine, la mostra, che è composta da mosaici, è un vero richiamo alla manualità e all’opera paziente di artisti artigiani che in un’epoca votata alla tecnologia e alla produzione seriale ci ricorda e mantiene vivo l’interesse per quei mestieri che hanno reso il nostro Paese famoso e ammirato nel mondo».

Da ricordare in conclusione che l’esposizione triestina è stata realizzata grazie anche al sostegno di Confartigianato Trieste e della Fondazione Ernesto Illy e che sarà visitabile dal 21 dicembre al 6 gennaio (ingresso gratuito, tutti i giorni, ore 10-13, 17-20).
Ad accompagnare inoltre i visitatori nella visione delle opere, vi saranno gli studenti del Liceo Artistico Nordio di Trieste. (S.B.)

Nella colonnina a destra del nostro articolo intitolato I mosaici di quelle persone con autismo: un tripudio di colori e dettagli (a questo link), è disponibile l’elenco di tutti i contributi pubblicati da «Superando.it» sulle mostre musive dell’Officina dell’Arte.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti: relazioniesterne@bambinieautismo.org.

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