È concepibile rischiare la vita ogni volta che attraverso una strada?

Strisce bianche orizzontali inesistenti o sbiadite, niente segnali verticali di attraversamento, semafori spenti o guasti, semafori sonori disattivati e altro ancora: a denunciarlo è Luigia Raffaeli, cittadina non vedente di Napoli, che pure cammina autonomamente con il proprio cane guida. «È concepibile – scrive -, quando siamo quasi nel 2020, che per attraversare una strada debba anche restare per una decina di minuti ad attendere a vuoto, sperando nell’aiuto di qualche cittadino civile e rischiando in ogni caso di essere investita?»

Donna non vedente con cane guidaVivo a Napoli e oltre ad essere una cittadina che paga le tasse, sono una non vedente con cane guida, madre di tre minorenni, due dei quali molto piccoli.
Nella strada dove abito – snodo cardine della mia zona, vicino alla Stazione della Ferrovia Circumvesuviana – è presente un attraversamento pedonale, ma sono ormai molti mesi che esso non è segnalato da alcunché: né strisce bianche orizzontali di segnalazione né un segnale verticale di attraversamento.
Questo accade, purtroppo, anche in altri attraversamenti pedonali della mia stessa strada e non c’è bisogno di sottolineare che questo è contrario sia alle norme giuridiche che a quelle della convivenza civile. Il tutto in un quadro generale di pericolosità diffusa nell’attraversare le strade in una città come Napoli, spesso priva di decenza e di educazione da parte dei suoi cittadini, oltreché caratterizzata dalla noncuranza dell’Amministrazione, non solo nei confronti delle persone adulte, ma anche dei minorenni e, appunto, delle persone con disabilità.
L’assenza, quindi, di un vero e proprio attraversamento in un punto cardine come quello da me indicato è un grande problema, che fa correre a tutti il rischio quotidiano di perdere la vita: bisogna infatti considerare che in quel punto girano gli autobus delle varie aziende di trasporto locali, per sostare presso il capolinea dell’EAV (Ente Autonomo Volturno), ovvero al piazzale della Circumvesuviana.

Per quanto poi mi riguarda, come ho accennato inizialmente, mi è stato consegnato un cane guida dalla Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi della Regione Toscana di Scandicci (Firenze), fatto, questo, che è pure noto ai Servizi Sociali del Comune di Napoli.
A tal proposito, l’assenza di un vero e proprio attraversamento pedonale crea confusione non solo a me, ma soprattutto al mio cane guida, addestrato, infatti, per riconoscere le strisce pedonali o comunque un vero e proprio attraversamento semaforico. Considerando l’inciviltà di tanti automobilisti, che a fermarsi non ci pensano proprio, lascio immaginare quanto possa essere per me rischioso cercare di raggiungere la Circumvesuviana per andare o tornare dal lavoro.

Un’ulteriore grave questione riguarda in generale il sistema semaforico della città di Napoli, ciò che si può riassumere nei seguenti tre punti.
Molto spesso i semafori sono spenti, guasti o addirittura inesistenti in punti focali dove sarebbero necessari. Ciò implica problemi di viabilità sia per le automobili che per i pedoni e nel mio specifico fa sì che quando da sola con il mio cane guida trovo un semaforo spento o guasto, posso anche restare per una decina di minuti ad attendere a vuoto, sperando nell’aiuto di qualche cittadino civile. È concepibile tutto ciò quando siamo quasi arrivati al 2020?
Sono poi venuta a conoscenza della presenza a Napoli di semafori sonori, come in altre città d’Italia. Questo è sicuramente positivo, ma tenerli spenti, disattivati o comunque funzionanti solo in alcune zone della città non è certo proficuo.
Un punto focale, infine, riguarda anche il sistema stesso dell’attraversamento: spesso, infatti, ai pedoni è concesso un tempo di attraversamento realmente irrisorio. E com’è facile immaginare, questo è estremamente problematico, in particolare per le persone anziane, per i genitori con un passeggino o per le persone con disabilità.

Detto tutto ciò, voglio sottolineare che, come persona non vedente, sono perfettamente in grado di camminare in autonomia o col bastone bianco o con il cane guida. Ho superato brillantemente le prove poste dalla Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi di Scandicci, dove, per consegnare definitivamente l’animale, viene richiesto appunto di camminare e di attraversare la strada con esso nel centro della città. E ho camminato in autonomia anche nel centro di città grandi come Milano.
Torno dunque a ripetere che è assolutamente inaccettabile, quando siamo quasi nel 2020, che una persona non vedente, ma soprattutto una cittadina onesta, che paga le tasse, debba trovarsi di fronte a innumerevoli problemi, dovendo superare svariate “sfide alle strade” e ancor più barriere architettoniche. Problemi che, voglio sottolineare, non ho trovato in città come Firenze e Milano.

A questo punto, qualora dovesse accadere qualsiasi incidente a me e al cane guida, non esiterei a ricorrere alle vie legali, chiedendo al Comune di Napoli il risarcimento per i danni morali e materiali.
Confido pertanto che si agisca tempestivamente rispetto a tutto quanto indicato, non solo in favore mio, ma di tutti i cittadini e i turisti di Napoli.

Stampa questo articolo