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Un nuovo percorso per l’Officina della vita indipendente

Copertina del libro di Cecilia Marchisio e Natascia Curto "Costruire futuro. Ripensare il dopo di noi con l’Officina della vita indipendente"

La copertina del libro di Cecilia Marchisio e Natascia Curto “Costruire futuro. Ripensare il dopo di noi con l’Officina della vita indipendente”, testo sul quale si basa l’approccio dell’Officina della vita indipendente

«I genitori iniziano fin da subito a pensare al futuro dei propri figli, allora perché non farlo insieme? L’Officina della vita indipendente, giunta ormai al suo ottavo anno di edizione, accompagna un gruppo di genitori nella presa di consapevolezza dei loro diritti e delle loro competenze finalizzata all’assunzione della regia del percorso di vita dei figli, con l’obiettivo di sostenerli nella costruzione del progetto di vita dei figli stessi, nell’ottica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, aiutandoli appunto ad assumerne la regia».
Viene descritto così il lavoro dell’Officina della vita indipendente, da parte di chi l’ha creata, ovvero il Centro Studi DiVi (Centro Studi Interdipartimentale per i Diritti e la Vita Indipendente dell’Università di Torino, costituitosi come gruppo di lavoro all’interno del CIRCE-Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Comunicazione), come abbiamo già avuto occasione di raccontare in diverse occasioni anche sulle nostre pagine.
Ed ora sta per essere avviato un nuovo percorso dell’Officina stessa, destinato a genitori con figli con disabilità da zero a 14 anni, che verrà presentato nel pomeriggio del 24 gennaio presso la Sala Congressi dell’Environment Park di Torino, il Parco Scientifico Tecnologico per l’Ambiente (Via Livorno, 60, ore 18-19.30).

«L’Officina – spiegano ancora dal Centro DiVi – si colloca in un più ampio spettro di attività volte a promuovere l’attuazione della Convenzione ONU e si basa sul medesimo approccio descritto nel testo di Cecilia Marchisio e Natascia Curto Costruire futuro. Ripensare il dopo di noi con l’Officina della vita indipendente (Marchisio fornisce la propria supervisione scientifica all’intero progetto). Tale metodica è sempre più spesso utilizzata anche da altri soggetti, cooperative ed enti che si formano su di essa, e va anche ricordato che nello scorso mese di ottobre sono partiti alcuni gruppi sperimentali di “secondo anno”, composti da genitori che hanno già frequentato il primo anno e hanno chiesto di procedere nel percorso».

Attualmente le Officine sono attive nei territori di Torino, Asti e Aosta (si veda nel box in calce l’elenco delle organizzazioni che hanno collaborato alla realizzazione), ma in questo 2020 ne sono in programma di nuove sia in Piemonte che in altre Regioni italiane.
«Quella del 24 gennaio – concludono dal Centro DiVi – sarà dunque l’occasione di ascoltare la presentazione del nuovo gruppo che si formerà a Torino dalla viva voce dei genitori che hanno partecipato alle precedenti edizioni». (S.B.)

Senza impegno di adesione, l’incontro del 24 gennaio a Torino prevede anche un servizio di babysitting per i bambini con disabilità e i fratelli. La partecipazione al percorso è gratuita per le famiglie. Per ulteriori informazioni: centrostudi-divi@unito.it.

L’Officina della vita indipendente
Si tratta di un approccio che sostanzialmente promuove la capacitazione dei genitori, in un percorso che accompagna un gruppo di essi, provenienti dallo stesso territorio, nella presa di consapevolezza delle loro capacità e dei diritti dei loro figli.
L’obiettivo è quello di supportare i genitori nella costruzione di un progetto di vita indipendente del figlio sin dalla più tenera età, sostenendoli nell’assumerne la “regia educativa”. Quest’ultima si concretizza nella messa a fuoco degli attori che compongono la rete formale e informale ruotante intorno alla famiglia, finalizzando alla vita indipendente le azioni messe in campo dalla rete stessa, gli stili relazionali, le scelte. L’accompagnamento avviene ad opera di due conduttori formati all’approccio e alla visione che sottende il processo, coadiuvati da una famiglia esperta, che abbia già partecipato negli anni precedenti agli incontri dell’Officina.
Per quanto poi riguarda il nome di “officina”, esso deriva dallo stile estremamente pratico degli incontri, condotti anche attraverso esercitazioni, mentre le parole “vita indipendente” fanno segnatamente ed esplicitamente riferimento all’articolo 19 (Vita indipendente ed inclusione nella società) della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con disabilità, filo conduttore di tutte le attività del Centro DiVi, che è il Centro Studi Interdipartimentale per i Diritti e la Vita Indipendente dell’Università di Torino, costituitosi come gruppo di lavoro all’interno del CIRCE (Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Comunicazione).

Le Officine attive attualmente nei territori di Torino, Asti e Aosta sono state organizzate in collaborazione con:
° APRI (Associazione Pro Retinopatici ed Ipovedenti)
° Associazione Sindrome X Fragile Piemonte
° CEPIM Centro Down Asti
° AMA Asti (Associazione Missione Autismo)
° CEPIM Torino
° Associazione Il Girotondo di Aosta
° Centro Down di Alessandria
° Associazione Down Torino