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Quel che chiedono i caregiver familiari italiani

"L'incontro" (titolo attribuito)«Tra i caregiver familiari, la parte femminile è la netta maggioranza, denotando un ruolo che per numerosi motivi nel tempo è stato lasciato alle donne. Significa una serie di bisogni che si sommano a quelli derivanti dalla condizione delle donne. Ma significa anche dover lavorare su un altro aspetto educativo per la popolazione, per bilanciare le evidenti disparità tra sessi nel sistema sociale italiano». E ancora: «Solo il 18% dei caregiver viene aiutato nella gestione del proprio caro da personale o progetti dei servizi pubblici, ciò che evidenzia l’ampio margine di miglioramento di miglioramento grazie al quale i caregiver stessi possono essere supportati, anche in considerazione dei tanti che non hanno alcun aiuto».
Sono queste due tra le conclusioni più significative del rapporto reso pubblico dall’Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti, relativo alle prime 1.461 risposte giunte al questionario lanciato nel dicembre scorso dall’Associazione stessa e rivolto a tutte le migliaia di caregiver familiari che giorno dopo giorno si prendono cura di una persona cara in condizioni di non autosufficienza, assicurando loro una vita dignitosa.

L’obiettivo di tale iniziativa – come avevamo ampiamente riferito in un nostro recente articolo – è quello di offrire al Legislatore una prospettiva sulle molteplici sfaccettature che rappresentano la complessa vita dei caregiver familiari, tentando dunque di arrivare finalmente a una buona norma sul settore, che superi le criticità del Disegno di Legge S.1461 (Disposizioni per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare), attualmente in discussione al Senato, criticità recentemente sottolineate con forza, su queste stesse pagine, anche dal CONFAD (Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità).
In tal senso, nel nutrito elenco di risposte giunte al questionario, in particolare rispetto al quesito su «cosa dovrebbe contenere una buona legge a tutela dei caregiver familiari riconosciuti come lavoratori», emerge realmente un ampio spaccato sulla “voce”, tuttora inascoltata, dei caregiver italiani.

Al momento attuale, per altro, sono molte più di quelle esaminate nel rapporto, le risposte giunte al questionario dei Genitori Tosti, che spera di poterne assommare molte altre, avendo tenuta aperta tale opportunità per lo meno fino al mese di marzo (il questionario stesso, rivolto naturalmente a tutti i caregiver familiari italiani, è disponibile a questo link). (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: genitoritosti@yahoo.it.