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Il lavoro sull’incontinenza è stato fatto, eccome

Locandina della Giornata Nazionale per la Prevenzione e la Cura dell'Incontinenza 2019

Il manifesto della Giornata Nazionale per la Prevenzione e la Cura dell’Incontinenza dello scorso anno

Qualche settimana fa, l’AIUG (Associazione Italiana di Urologia Ginecologica e del Pavimento Pelvico), l’Associazione dei Cittadini di Senior Italia FederAnziani e la FAIS (Federazione delle Associazioni Incontinenti e Stomizzati) avevano diffuso congiuntamente una lettera appello, rivolta direttamente al ministro della Salute Roberto Speranza, per sottolineare una serie di criticità riguardanti il trattamento dell’incontinenza urinaria e fecale nel nostro Paese. «Le cure esistono – vi si scriveva tra l’altro – ma i pazienti lamentano l’assenza di informazioni necessarie per orientarsi nelle realtà sanitarie regionali che risultano essere frammentate ed eterogenee. Occorre quindi avviare da un lato una maggiore e migliore organizzazione dei servizi, dall’altro una comunicazione adeguata ai pazienti». E in conclusione vi si chiedeva di avviare «un “Patto di area”, iniziativa che prevede il coinvolgimento di tutti gli attori del sistema, con l’obiettivo di promuovere soluzioni operative, concrete per migliorare l’organizzazione, l’erogazione e la comunicazione dei servizi sanitari».

Ebbene, quel “Patto di area” esisterebbe già da tempo, o meglio esiste un “Gruppo di lavoro sull’incontinenza urinaria e fecale” già pienamente attivo da alcuni anni e anche con la partecipazione di chi oggi ha sottoscritto quella lettera appello.
A dirlo con forza, in una replica diffusa in questi giorni sotto forma di lettera aperta, indirizzata anch’essa al ministro Speranza, oltreché al sottosegretario Pierpaolo Sileri e ad altri funzionari del Dicastero della Salute, sono la FINCOPP (Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico), la FIC (Fondazione Italiana Continenza), la FAIP (Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici) e l’AIMAR (Associazione Italiana Malformazioni Anorettali), a firma dei rispettivi presidenti Francesco Diomede, Mario De Gennaro, Vincenzo Falabella e Dalia Aminoff.
«Ci permettiamo di rammentare – vi si legge infatti – che l’ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin, su proposta di FederAnziani, con Decreto del 2 ottobre 2015, aveva attivato il “Gruppo di lavoro sull’incontinenza urinaria e fecale”. Quest’ultimo era composto da Società Scientifiche che si interessano di incontinenza, pavimento pelvico e riabilitazione, con l’AIUG in primis (Associazione Italiana di Urologia Ginecologica e del Pavimento Pelvico), con FederAnziani rappresentata dal dottor Roberto Messina, oltre alla FIC (Fondazione Italiana Continenza), che storicamente raccoglie tutte le Società scientifiche del settore, AIUG inclusa, e l’Associazione dei pazienti FINCOPP, che al “Tavolo” rappresenta la FAVO (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) e con delega anche la FAIP (Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici). Il “Gruppo di lavoro” ministeriale ha lavorato quasi due anni nel merito e i risultati si sono visti, poiché la Conferenza Stato Regioni ha siglato il 24 gennaio 2018 l’Accordo per attivare in tutta Italia i “Tavoli Regionali sull’incontinenza”, l’attivazione dei Centri, oltre a divulgare la “Giornata nazionale per la prevenzione e la cura dell’incontinenza”, che si svolge il 28 giugno di ogni anno».

«Tanto premesso – dichiarano FINCOPP, FIC, FAIP e AIMAR -, riteniamo del tutto “inopportune” le considerazioni espresse al ministro Speranza e alla stampa dall’AIUG, da FederAnziani e dalla FAIS. Non viene infatti considerato il tanto lavoro già fatto, in modo concertato e complementare dalle diverse componenti che sottoscrivono la presente lettera aperta, le quali si occupano di incontinenza “sul campo”, e nel rispetto reciproco, in molti àmbiti, compresa l’attiva partecipazione al Tavolo Ministeriale che aveva come obiettivo un documento, appunto condiviso da tutti, FederAnziani e AIUG inclusi, e che ha costituito la base dell’Accordo della Conferenza Stato/Regioni, che ora si vuol fare rispettare».

«Considerato dunque – conclude la lettera – che sette milioni di persone in Italia soffrono di incontinenza, chiediamo al ministro Speranza di attivare un “Gruppo di lavoro ristretto e permanente” aperto agli “addetti” ai lavori, che monitori l’applicazione dell’Accordo della Conferenza Stato Regioni del 24 gennaio 2018». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: finco@finco.org.