Problemi gravi per i dispositivi medici monouso: sburocratizzare le pratiche

In questo particolare periodo storico di pandemia legata al coronavirus, le persone che in Italia utilizzano i dispositivi medici monouso sono in grave difficoltà per ottenere dagli Uffici Protesi delle ASL sacche, placche, cateteri, rinnovi o attivazioni di pratiche e altro ancora. Si tratta di un’utenza che molto spesso ha molteplici patologie, per la quale chiediamo in via del tutto eccezionale di emettere un provvedimento che sburocratizzi al massimo le pratiche per i rinnovi annuali delle forniture, prevedendo anche la consegna diretta dei dispositivi da parte delle aziende al domicilio dei pazienti»: lo hanno scritto i rappresentanti di varie Associazioni in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute e ad altri esponenti istituzionali di competenza

Particolare di persona in carrozzina, con un infermiere a fianco, in un ospedale«In questo particolare periodo storico, le persone che in Italia utilizzano i dispositivi medici monouso sono in grave difficoltà per ottenere dagli Uffici Protesi delle ASL sacche, placche, cateteri, rinnovi o attivazioni di pratiche e altro ancora. Tutto questo a causa della pandemia legata al coronavirus e del fondato timore per l’utenza e per gli operatori di settore di essere contagiati o contagiare. Non è un caso se molte farmacie ospedaliere non dispensano più tali dispositivi e gli Uffici Protesi sono chiusi, lavorando, in taluni casi, a mezzo internet, ciò che rallenta tutto spaventosamente»: lo hanno scritto i rappresentanti di varie Associazioni in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute e ad altri esponenti istituzionali di competenza (nel box in calce si legga sia l’elenco dei destinatari che quello dei firmatari).

«L’utenza cui ci riferiamo – prosegue la lettera – molto spesso ha molteplici patologie, sono pazienti cronici e nella stragrande maggioranza persone anziane con difficoltà deambulatorie, igieniche, relazionali ecc. Di conseguenza, senza mezzi termini, in via del tutto eccezionale, chiediamo di emettere un Decreto o Direttiva che rinnovi automaticamente le prescrizioni e sburocratizzi al massimo le pratiche per i rinnovi annuali delle forniture, prevedendo sino alla fine del prossimo mese di luglio anche la consegna diretta dei dispositivi medici in tutta Italia, da parte dell’azienda fornitrice al domicilio del paziente».

«Tale disposizione – concludono le Associazioni – dev’essere data il più celermente possibile e, come detto, in via del tutto eccezionale, poiché notevoli sono i disagi che i pazienti stanno affrontando in questo drammatico momento di pandemia. Per questa ragione abbiamo anche scritto a Confindustria Dispositivi Medici, che pur apprezzando la nostra proposta ha motivato la propria risposta negativa». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: finco@finco.org.

La lettera con le richieste riguardanti i dispositivi medici monouso è stata inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro della Salute Roberto Speranza, alla presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Marialucia Lorefice, alla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, ad Achille Iachino e Marcella Marletta della Direzione Generale Dispositivi Medici del Ministero della Salute e a Fernanda Gellona di Confindustria, oltreché agli organi di stampa.
A sottoscriverla sono stati Francesco Diomede, vicepresidente della FAVO (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia e presidente della FINCOPP (Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico), aderente alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap); Vincenzo Falabella, presidente della FAIP (Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici), aderente alla FISH e presidente della stessa FISH; Filippo La Torre, presidente dell’AISTOM (Associazione Italiana Stomizzati); Dalia Aminoff, presidente dell’AIMAR (Associazione Italiana Malformazioni Anorettali); Cristina Dieci, presidente dell’ASBI (Associazione Spina Bifida Italia); Marcello Stefanì, presidente della FISH Puglia.

Stampa questo articolo