Le particolari problematiche legate ai disturbi dello spettro autistico

«Chiediamo se sia possibile portare in giro i nostri ragazzi/ragazze anche in un Comune limitrofo, rispettando naturalmente ogni precauzione e con l’autocertificazione che attesta l’esigenza di far svagare i nostri figli, per prevenire problematiche comportamentali derivanti dall’autismo»: in modo analogo a quanto già fatto in Lombardia dal Comitato Uniti per l’Autismo, si rivolgono così, alle Istituzioni della propria Regione, le Associazioni toscane Tarta Blu e Autismo Pisa-Valdera-Valdicecina. Dal canto suo, la Regione Campania ha già provveduto a disciplinare la questione

Particolare di ragazzo seduto«Sebbene rassicurati dalle norme di prevenzione attuate dal Governo in questi giorni, che riteniamo assolutamente necessarie, dobbiamo però porre alla vostra attenzione la particolare condizione delle famiglie con persone autistiche, già per altro abituate a vivere in continua emergenza».
In modo analogo a quanto già fatto in Lombardia dal Comitato Uniti per l’Autismo [se ne legga sulle nostre pagine, N.d.R.], le Associazioni toscane Tarta Blu e Autismo Pisa-Valdera-Valdicecina hanno rivolto un appello alle Istituzioni della propria Regione, aperto dalle parole sopra riportate, per spiegare le specifiche difficoltà riscontrate nel gestire l’attuale situazione.

Argomentano infatti, le Associazioni, che «l’autismo causa comportamenti problema i quali spesso impauriscono la gente disinformata, per cui viviamo spesso in isolamento forzato, incomprese, chiedendo aiuto e risposte al Servizio Sanitario e alle Istituzioni. L’attuale situazione accentua enormemente le nostre problematiche, poiché l’interruzione delle terapie, della frequenza scolastica e di tutte le attività a sostegno dei nostri figli interrompe la routine e li costringe a stare tutto il giorno in casa, aumentando la loro frustrazione e gli stati di agitazione che spesso possono portare anche all’autolesionismo. Uno dei rimedi che utilizziamo di solito per calmare o distrarre i nostri figli sono le lunghe passeggiate, in auto o a piedi, in luoghi a loro congeniali o tranquilli, talvolta anche fuori dal nostro Comune di residenza».

Da ciò, dunque, la seguente richiesta: «Con questa nostra vorremmo chiedere se sia possibile portare in giro i nostri ragazzi/ragazze anche in un Comune limitrofo, rispettando naturalmente ogni precauzione e mostrando, se fermati, alle Forze dell’Ordine, l’autocertificazione che attesta l’esigenza di far svagare i nostri figli autistici per prevenire problematiche comportamentali derivanti dalla sindrome dello spettro autistico».

A tal proposito segnaliamo che ad esempio la Regione Campania ha già provveduto a disciplinare la questione considerata, come si può leggere nell’articolo Disabilità e Covid-19. Con accompagnatore e tutte le precauzioni del caso, il disabile psichico può uscire di casa per gestire le crisi, pubblicato dalla testata «Crudiezine». (Simona Lancioni)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@tartablu.it; autismopisa@gmail.com.
La presente nota costituisce il riadattamento di un testo già apparso nel sito di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, Peccioli (Pisa). Per gentile concessione.

Stampa questo articolo