Nastri blu proprio no, grazie!

Non solo insulti e intimidazioni, da parte di chi non capisce la necessità di uscire da casa da parte delle persone con autismo o altre disabilità intellettive, per preservarne la salute mentale, ma anche la proposta, circolata sui social, di evidenziarne la condizione con un nastro blu. «La respingiamo e la condanniamo – scrivono alcune Associazioni del territorio di Roma – perché esporrebbe i nostri figli ad un’ulteriore discriminazione. Pensare di assegnare loro un simbolo di riconoscimento ci sembra non solo fuori luogo, ma riporta alla mente altre e più gravi forme di identificazione»

Disegno di omino che segna lo stop«In questo difficile periodo in cui portare i nostri figli con disabilità a fare una passeggiata necessaria alla loro salute, soprattutto mentale, comporta già una richiesta di documentazioni e autocertificazioni, si inserisce l’ulteriore problematica derivante da alcuni atteggiamenti offensivi e minacciosi, insulti e interventi fuori luogo da parte di chi non capisce la problematica dei nostri figli legata alle loro condizioni di salute, con conseguenze traumatiche per loro, che si vedono ancora una volta esposti a situazioni di disagio e di emarginazione».
A denunciarlo sono le “Sorelle di Cuore”, che fanno capo ad alcune Associazioni del territorio di Roma (Oltre lo Sguardo, Hermes, Nuove Frontiere), citando a tal proposito quanto accaduto a Lucca, dove una madre è stata fatta oggetto di insulti e all’indirizzo suo e del figlio autistico è stata usata una sirena da stadio che ha ingenerato una violenta crisi di panico nel ragazzo.

«Purtroppo, però, accade in tutte le città – sottolineano le esponenti delle Associazioni – e se noi non rispondiamo è per non esporre maggiormente i nostri figli ad una situazione di ansia che innescherebbe altri e gravi comportamenti problema, ingenerando ansia e frustrazione».
Ma non solo: «Questa mattina – viene infatti segnalato – è iniziata a circolare sui social la proposta di evidenziare lo stato di disabile autistico indossando o attaccando all’auto, se ci si muove in macchina, un nastro blu per segnalarne la presenza. Respingiamo e condanniamo una pratica simile che esporrebbe i nostri figli ad un’ulteriore discriminazione. Sono anni che ci battiamo per un’integrazione delle persone con disabilità in questa società e francamente pensare di assegnare loro un simbolo di riconoscimento ci sembra non solo fuori luogo, ma riporta alla mente altre e più gravi forme di identificazione». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: improta.elena@gmail.com.

Stampa questo articolo