Spostamenti delle persone con disabilità: la Protezione Civile o il Sindaco?

«Le famiglie con una persona con disabilità e problemi comportamentali – scrive Giovanna Tuffu, rivolgendosi al Sindaco di Sassari – possano spostarsi per particolari esigenze anche al di fuori dei confini del territorio comunale di residenza, come dice la Protezione Civile, oppure devono attenersi alle misure più restrittive, come quelle previste ad esempio dal Comune di Sassari, che non consentono tali spostamenti? Si tratta di una questione, per altro, sulla quale diversi Sindaci si sono espressi in maniera disomogenea, offrendo ognuno la propria interpretazione»

Giovane con disturbo dello spettro autistico

Un giovane adulto con disturbo dello spettro autistico

Esiste una realtà drammatica che molte famiglie nella nostra città [Sassari, N.d.R.], in questo periodo storico stanno vivendo in maniera dolorosa e spesso in silenzio. Si tratta delle famiglie con persone con disabilità e nel nostro caso specifico che hanno dei familiari con autismo.

Il recente Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 22 marzo, relativo a Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica ha lasciato qualche dubbio interpretativo e diversi Sindaci si sono espressi, attraverso le rispettive Ordinanze, in maniera disomogenea, offrendo ognuno la propria interpretazione.
Sulla questione degli spostamenti intercomunali delle persone con disabilità e, nel nostro caso, di persone autistiche con problemi comportamentali, la Direzione Generale della Protezione Civile della Regione Autonoma della Sardegna, rispondendo a un quesito del presidente dell’Associazione Diversamente ONLUS Pierangelo Cappai, ha espresso il 28 marzo scorso un parere che qui riportiamo: «È consentito ai nuclei familiari che hanno in casa figli o parenti o affini, affetti da patologie certificate dall’autorità sanitaria, dalle quali derivano problematiche comportamentali tali da imporre uscite esterne per il contenimento degli aspetti auto aggressivi ed aggressivi, di potersi spostare oltre la prossimità della propria abitazione anche fuori dai limiti del territorio comunale di residenza e domicilio in caso di necessità di accesso a luoghi di abituale frequenza da parte del soggetto certificato, allo solo scopo di consentire la migliore gestione del soggetto».

Tuttavia, l’Ordinanza del Comune di Sassari n. 15 del 26 marzo ha stabilito, all’articolo 1, punto i, che «sono vietate le passeggiate; questa necessità è dettata dalla particolare condizione di criticità che si è registrata nel territorio comunale […].. Eventuali eccezioni dettate da particolari esigenze sanitarie dovranno essere certificate dal medico specialista che si assume la responsabilità di aver informato i pazienti del rischio di contrarre e quindi diffondere il corona virus in particolare all’interno dei nuclei familiari, delle abitazioni e dei condomini. Tali certificazioni dovranno essere esibite alle autorità che effettueranno i controlli».

Premesso, quindi,  che le famiglie con una persona disabile con problemi comportamentali possono uscire per fare una passeggiata con l’autocertificazione e un certificato medico rilasciato dal medico specialista (nel nostro caso dal neuropsichiatra infantile o dallo psichiatra), rimane comunque il problema se le suddette famiglie possano spostarsi per particolari esigenze dei loro familiari anche fuori dei confini del territorio comunale di residenza, come consente la nota della Protezione Civile, oppure se debbano attenersi alle misure più restrittive previste dal Comune di Sassari che non consentono, in questo caso, spostamenti al di fuori del nostro Comune.

Presidente dell’ANGSA di Sassari (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) (angsassarionlus@gmail.com).

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