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Disabilità e coronavirus: fare (molto) meglio, fare presto!

Logo disabilità con cartello di protesta«Le persone con disabilità e le loro famiglie, esposte ai maggiori rischi sanitari e sociali, vivono questi momenti e le incertezze per il futuro con forte senso di preoccupazione e ansia: i servizi, spesso già di difficile fruizione, i sostegni già insufficienti, lo stato di povertà e il rischio di impoverimento che spesso accompagnano la disabilità sono condizioni su cui chiediamo un immediato intervento politico, organizzativo e finanziario»: lo dichiara in una nota Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), cercando di fare un bilancio della situazione in questo momento in cui il Governo sta per approvare nuove disposizioni a sostegno di un Paese già fortemente provato dall’emergenza coronavirus, dalla conseguente crisi economica e dall’enorme disagio sociale in evidente progressione. Ed è un bilancio non certo positivo, quello del Presidente della FISH, nel commentare i più recenti fatti della cronaca, della politica e dei dibattiti parlamentari e ricordando anche le proposte presentate la scorsa settimana dalla Federazione, per sostenere i caregiver familiari, le persone che vivono sole o con un operatore, e per intervenire nei drammi che si stanno consumando nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistite). «Purtroppo – afferma infatti Falabella – i più recenti provvedimenti, e in particolare il Decreto Legge cosiddetto “Cura Italia”, oltre ad essere largamente insufficienti alla gravità della situazione in cui versano tantissime famiglie, persone con disabilità, anziani soli, sono in parte ancora lettera morta, in parte forieri di nuove disparità cui ci auguriamo venga posto rimedio velocemente».

In tal senso, il Presidente della FISH si riferisce innanzitutto all’articolo 26 del Decreto “Cura Italia” (comma 2), ove si prevede che le assenze dei lavoratori con grave disabilità o con patologie che comportano immunodepressione, o esiti da patologie oncologiche, sino a fine aprile, siano equiparate a ricovero ospedaliero. «Ebbene – sottolinea Falabella -, a oltre quindici giorni dall’entrata in vigore del Decreto, quella disposizione è ancora inapplicata: i lavoratori con disabilità, le aziende, le amministrazioni, i medici sono stati abbandonati nel caos senza nessuna indicazione operativa, se non un articolo di legge carico di ambiguità. Non si comprende infatti quali siano le procedure, chi siano i medici autorizzati a rilasciare la certificazione, se questa debba essere presentata anche dalle persone con grave disabilità, se quel periodo di assenza incida o meno sul comporto. La nostra Federazione lo ha chiesto in ogni dove, raccogliendo però il silenzio dell’INPS, del Ministero della Salute, del Ministro della Pubblica Amministrazione e un sostanziale immobilismo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il testo è talmente incerto che lo stesso Governo ne ha proposto un emendamento, seppure troppo limitato, in sede di conversione in legge: il che significa vederlo forse applicato a maggio!».

Ma non solo: «la scorsa settimana – prosegue Falabella – vi è stato un gran parlare dell’indennità straordinaria ai lavoratori autonomi (i cosiddetti “600 euro”), per la quale vi è stata una domanda talmente elevata da mandare in tilt anche i sistemi dell’INPS (per altro con gravi problemi di accessibilità, come denunciato dall’Associazione Luca Coscioni [se ne legga anche sulle nostre pagine, N.d.R.]). Ebbene i lavoratori con disabilità che siano titolari di pensione di invalidità civile (290 euro al mese) nella Circolare Applicativa dell’INPS vengono di fatto esclusi da questo supporto straordinario. Ne abbiamo chiesto conto al Presidente dell’INPS, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, raccogliendo anche qui il silenzio».

«Se queste sono le premesse – conclude dunque il Presidente della FISH -, ci attende un futuro tutt’altro che roseo. In questi giorni il Parlamento ha il compito di convertire in legge il Decreto “Cura Italia”. Dal canto nostro abbiamo proposto solidi investimenti per la disabilità e la non autosufficienza: ci auguriamo che su questo vi sia una convergenza bipartisan. Quanto al Governo, vi sono altre sfide per garantire la tenuta del Paese e per proteggere i più fragili: ci vuole coraggio, determinazione, investimenti congruenti ed evitare quelle disparità del recente passato verso le persone con disabilità che abbiamo riscontrato e denunciato più volte, quali ad esempio il reddito e la pensione di cittadinanza, strumenti che trattano meno favorevolmente le famiglie in cui sono presenti persone con disabilità rispetto agli altri. In poche parole serve cambiare rotta, fare meglio e fare presto!». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.