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La profondità e l’umanità di Fabio Brotto

Fabio Brotto

Fabio Brotto

«Chi ha figli autistici gravi come il mio Guido adatta se stesso e la sua vita per anni, per decenni, alle caratteristiche e ai bisogni del figlio. Gli dedica un amore e un impegno immensi. Sapendo però bene che la condizione mentale del figlio lo renderà dipendente dalla cura degli altri per l’intero arco della vita. E che gli ambienti della vita sociale comune, a cominciare dalla scuola, possono adattarsi solo molto parzialmente ai suoi modi di essere e agire, facendo quotidianamente l’esperienza del fatto che proprio la mancanza di strutture sportive e ricreative pensate per gli autistici gravi come lui alla fine lo escludono dallo sport, da ogni divertimento, da ogni forma di socializzazione. Il problema ultimo è poi questo: chi si curerà di lui quando i genitori non ci saranno più? Magari esistessero strutture per quelli come lui, con personale preparato, con un sapere dell’autismo grave e delle sue necessità. Meno ideologia, più scienza e più realismo: questa è la mia richiesta. Ma non è il Paese giusto».
Lucidità, profondità di analisi, ma anche tanta umanità: erano solo alcuni dei tratti caratteristici di Fabio Brotto, come emergono chiaramente anche da queste poche righe pubblicate qualche anno fa sulle nostre pagine.
Già insegnante di italiano e latino per molti anni al Liceo Canova di Treviso, nonché presidente dell’Associazione Autismo Treviso, nell’àmbito della quale ha dato vita tra l’altro al Centro Diurno L’Orto di San Francesco, padre di un giovane con disturbo dello spettro autistico, Brotto è mancato il 18 aprile a 69 anni, causa delle complicanze indotte dal coronavirus.
La sua pagina Facebook è letteralmente inondata in questi giorni di messaggi di cordoglio, testimoniando soprattutto la grande stima e affetto di tanti suoi studenti, che lo ringraziano per aver donato loro «tanto del suo sapere, della sua filosofia, tanti scritti e poesie».
Per tutti, una di loro scrive: «La ringrazio, professor Brotto, per avermi mostrato la parte migliore dell’anima umana, quella più potente, nella sua umiltà. Con lei è dipartita una persona non comune, che ha calcato questa terra. Ma ha sparso molti semi, daranno buon frutto».
Ci uniamo alle parole di questa giovane e al dolore della famiglia di Fabio Brotto.