Rinascere più umani, tutti insieme

«Ora – scrive Carla Volpe – l’obiettivo dev’essere quello di rinascere dalle “macerie” del Covid-19, tutti, anche i soggetti più deboli, che devono avere il loro posto nella vita della comunità e concorrere al benessere dell’umanità, quando sarà pronto un piano organizzativo chiaro, a tutela della salute pubblica, e con una chiara visione d’insieme. Il motto dev’essere “fatichiamo tutti di più”, ovvero accettiamo di fare un passo indietro nelle nostre abitudini, e con l’essenziale rinasceremo più umani, tutti insieme»

Francesco Zavatta, "Explosion"

Francesco Zavatta, “Explosion”, olio su tela

Ora l’obiettivo dev’essere quello di rinascere dalle “macerie” del Covid-19. Chi? Tutti, anche l’attività più effimera o i soggetti più deboli devono avere il loro posto nella vita della comunità e concorrere al benessere dell’umanità. Quando? Quando sarà pronto un piano organizzativo chiaro, a tutela della salute pubblica, con l’ok degli scienziati. Come? Con una chiara visione d’insieme, nella consapevolezza che Homo homini coronavirus, ovvero che tutti saremo una “minaccia” per gli altri, reciprocamente, ancora per un lungo periodo.

L’adozione delle misure di sicurezza e il distanziamento sociale comportano un rallentamento e questo significa dover aumentare il tempo lavoro e/o ridurre la produzione, tanto di beni quanto di servizi, bandendo la cottimizzazione del lavoro e assecondando nuovi criteri di “crescita”.
Dal canto suo, la Politica dovrà supportare la situazione economica, investendo in un fisco che non schiacci il lavoro, specie il più minuto e quello del Terzo Settore, a salvaguardia dei più deboli e dei loro caregiver, purtroppo rimasti doppiamente invisibili in questa emergenza sanitaria.
L’alternativa è il default [“insolvenza”, “fallimento”, N.d.R.], sia privato che pubblico.

La vita aggregata dovrà ancora sacrificarsi: tavolate, assemblee e grandi celebrazioni dovranno forse aspettare tempi migliori. Ma a regime ridotto la vita pubblica potrà riprendere: il turismo, come le celebrazioni ordinarie, i cinema e teatri… pur dovendo replicare messe e spettacoli.
L’organizzazione nelle scuole, fabbriche e uffici dovrà ricorrere alla turnazione, nonché ad una flessibilità di orari – ove possibile – che spalmi gli spostamenti su mezzi pubblici lungo tutte le ore.
Tutto questo può concentrarsi nel motto “fatichiamo tutti di più”, accettiamo di fare un passo indietro nelle nostre abitudini, e con l’essenziale rinasceremo più umani, tutti insieme.

P.S.: Forse dal coronavirus ci salverà un farmaco, per le gravi complicanze che provoca in taluni soggetti, più che un vaccino a mio parere ancora improbabile, data l’alta mutabilità del virus…

Madre di una giovane con sindrome di Down.

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