Le parole soddisfano, ora è il momento dei fatti concreti

«Particolare attenzione, in relazione alle prossime misure che saranno prese, sarà data alle persone con disabilità, alle persone non autosufficienti e alle loro famiglie»: lo ha dichiarato alla Camera il presidente del Consiglio Conte, «ed è un passaggio – commentano dall’ANFFAS – che aspettavano da tempo milioni di persone con disabilità e le loro famiglie». «Adesso – dichiara Roberto Speziale, presidente dell’ANFFAS – è essenziale però che le parole diventino fatti concreti e che le Regioni e gli Enti Locali capiscano anch’esse la necessità del loro intervento»

Giuseppe Conte

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, durante l’informativa alla Camera del 30 aprile scorso

«“Particolare attenzione, in relazione alle prossime misure che saranno prese, sarà data alle persone con disabilità, alle persone non autosufficienti e alle loro famiglie”: è questo un passaggio del discorso del Presidente del Consiglio che aspettavamo da tempo, un passaggio decisamente importante per la vita dei milioni di persone con disabilità e delle loro famiglie, cittadini che dall’inizio dell’emergenza Covid-19 e fino ad ora sono stati messi all’ultimo posto e le cui esigenze, problematiche e preoccupazioni sono state totalmente ignorate, fino ad arrivare alla disastrosa e terribile situazione delle Residenze che, purtroppo,  oggi noi tutti conosciamo».
Lo si legge in una nota diffusa dall’ANFFAS, in riferimento al discorso pronunciato il 30 aprile alla Camera dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per riferire sulle prossime iniziative che prenderà il Governo.

«Era un segnale che aspettavamo da tempo – commenta Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS – sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, prima ancora che fosse dichiarata la pandemia da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, perché da subito avevamo capito che le persone con disabilità, in particolare quelle con disabilità intellettive e con disturbi del neurosviluppo, insieme alle persone non autosufficienti, alle loro famiglie e a tutti coloro che operano con e per le persone con disabilità, sarebbero state poste in secondo piano, senza alcuna preoccupazione per la loro vita e la loro salute».
«Adesso è essenziale che le parole diventino fatti concreti – prosegue Speziale – e ci auguriamo che le Regioni e gli Enti Locali capiscano che anche il loro intervento è necessario per rendere realmente esigibili queste misure, cercando di supportare nella massima maniera possibile le persone con disabilità e le loro famiglie, cosa che fino ad oggi non è stata fatta, anzi. Ora, infatti, con l’avvio della “fase 2” e con le persone con disabilità e le loro famiglie lasciate finora abbandonate a se stesse, è indispensabile fornire immediatamente servizi e sostegni, riducendo al minimo il rischio di contagio, cosa che non deve però diventare un alibi da parte delle Amministrazioni competenti per sottrarsi ai loro doveri e responsabilità. Proprio in riferimento alla “fase 2” e per dare il nostro massimo supporto, abbiamo predisposto e reso pubblico un documento [se ne legga a questo link, N.d.R.], attraverso la nostra Unità di Crisi, contenente una serie di linee di indirizzo per la ripresa graduale delle varie tipologie dei servizi prima sospesi».

«Insieme all’intero mondo del Terzo Settore – sottolinea ancora il Presidente dell’ANFFAS – siamo pronti a collaborare e a fare rete per ricercare, insieme, le migliori soluzioni possibili nella difficile situazione che tutti stiamo vivendo, tenendo anche conto che nulla fa prevedere che se ne uscirà a breve, anzi il contrario. E proprio perché il prossimo periodo che ci aspetta è incerto e poco definito, è importante lavorare insieme tramite virtuosi percorsi di coprogettazione e senza alcun appesantimento burocratico o approccio meramente ragionieristico. Se si vuole infatti che il mondo associativo e del Terzo Settore abbia un futuro, va assicurato il necessario sostegno, anche economico: solo così si potrà garantire che le persone con disabilità, le persone non autosufficienti e i loro familiari possano avere adeguati e sicuri servizi di qualità. Allo stesso tempo, solo così si potrà anche garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e, soprattutto, far sì che anche gli operatori dei servizi possano agire in condizioni di massima tranquillità e sicurezza».

«Desidero inoltre esprimere un particolare apprezzamento – aggiunge Speziale – all’Ufficio Nazionale per le politiche in favore delle persone con disabilità, attivo presso la Presidenza del Consiglio, che si è fortemente impegnato per porre nella giusta attenzione del Governo e del Parlamento i nostri temi e un plauso va anche alle Federazioni FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), nonché al Forum Nazionale del Terzo Settore, che hanno operato, e stanno operando, affinché i diritti delle persone con disabilità e non autosufficienti e dei loro familiari siano tenuti nella giusta e prioritaria considerazione».

«L’augurio, quindi – conclude il Presidente dell’ANFFAS – è che le speranze accese in tutti noi dalle parole del presidente Conte non rimangano semplici annunci, ma si traducano, rapidamente, in azioni concrete». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: comunicazione@anffas.net.

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