Con gradualità e prudenza, riapriranno le attività socioassistenziali nel Lazio

È stata approvata la Delibera che disciplina il Piano territoriale della Regione Lazio per la riattivazione delle attività socio assistenziali all’interno o da parte dei centri diurni e delle strutture semiresidenziali. «Pur con la consapevolezza che si dovrà agire con gradualità e prudenza – commenta Daniele Stavolo, presidente della Federazione FISH Lazio – la ripresa delle attività rappresenta una decisione fondamentale verso un possibile ritorno alla quotidianità per molte persone con disabilità, abituate alla frequentazione fino a due mesi fa»

Centro diurno del Lazio

Un Ccentro diurno del Lazio

Come segnala in una nota la FISH Lazio (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), è stata approvata l’8 maggio la Delibera che disciplina il Piano territoriale della Regione Lazio per la riattivazione delle attività socio assistenziali all’interno o da parte dei centri diurni e delle strutture semiresidenziali. Quei Piani, va ricordato, sono stati previsti dall’articolo 8 del Decreto del Presidente del Consiglio del 26 aprile.
«A seguito dell’emanazione del Decreto del 26 aprile – scrivono dalla Federazione – avevamo rappresentato da subito agli Assessorati Regionali competenti la necessità, più volte segnalata dalle famiglie, di poter fruire nuovamente di tali servizi, quale strumenti fondamentali per il mantenimento delle autonomie delle persone con disabilità che li frequentano, chiedendo l’immediata attivazione di uno spazio di confronto per esaminare le fasi e le modalità necessarie per la riapertura. Volendo dunque dettare le Linee Guida per la riattivazione dei servizi sociali e socioassistenziali dei centri diurni e delle strutture semiresidenziali per persone con disabilità sospesi, la Delibera della Giunta Regionale approvata l’8 maggio intende contemperare esigenze di diversa natura, assicurando il ripristino di attività che favoriscono l’autonomia della persona, continuano allo stesso tempo ad osservare, anche in contesti di comunità come questi, le misure di prevenzione e contrasto alla diffusione dell’epidemia. Per questo la ripresa delle attività sarà dettata, come scritto nella Delibera stessa, da “criteri di gradualità, flessibilità organizzativa, tempestività” e dovrà garantire “la massima tutela sanitaria sia alle persone con disabilità che agli operatori”. La riattivazione sarà infatti subordinata al rilascio del nullaosta da parte della ASL di riferimento, ai sensi dell’Ordinanza Presidenziale n. Z00039/2020».

«Nel rispetto delle misure di prevenzione e igienico-sanitarie idonee a contrastare eventuali contagi – riferiscono ancora dalla FISH Lazio -, in particolare quelle che riguardano la sanificazione dei luoghi, ma anche la previsione di somministrare test sierologici per tutti gli utenti e gli operatori che vi avranno accesso (da attuare con un successivo atto), saranno da privilegiare attività da svolgere in spazi all’aperto, ad esempio all’interno di parchi comunali forniti di servizi igienici, e sarà possibile reperire ulteriori spazi (palestre, centri sportivi ecc.) che i Comuni potranno mettere a disposizione, anche in questo caso previa necessaria autorizzazione all’utilizzo da parte dell’ASL di riferimento. La ripartenza, come detto, sarà graduale poiché verrà consentita la frequenza all’interno dei centri di un 20-30% di persone rispetto all’utenza precedente, e interesserà prima di tutto le persone con disabilità più gravi, che maggiormente hanno risentito della lunga pausa dovuta alla sospensione. Viene inoltre ribadito dalla Regione che le assenze dalle attività dei centri non potranno rappresentare causa di esclusione dalle stesse e pertanto gli utenti continueranno ad avere, in questo caso, la cosiddetta “adesione volontaria con diritto alla conservazione del posto”, ossia la facoltà di differire l’assistenza, senza che ciò comporti decadenza dal diritto alla prestazione per il tutto periodo di durata dell’emergenza».

«Anche per quanto riguarda il servizio di trasporto – concludono dalla FISH Lazio -, laddove fornito dagli stessi Servizi, hanno trovato accoglimento le nostre proposte, in particolare quella di prevedere rimborsi per le famiglie che provvederanno in autonomia ad accompagnare la persona presso le strutture e la possibilità di stipulare convenzioni e protocolli di intesa con gli Enti Locali per l’utilizzo di servizi di trasporto aggiuntivi, con l’obiettivo di ridurre al massimo l’uso dei mezzi collettivi, e privilegiare l’utilizzo di quelli dei familiari».

«La ripresa delle attività – commenta Daniele Stavolo, presidente della FISH Lazio – rappresenta una decisione fondamentale verso un possibile ritorno alla quotidianità per molte persone abituate alla frequentazione fino a due mesi fa. Apprezziamo quindi l’importante lavoro svolto dalla Regione Lazio, la prima in Italia ad adottare questo Piano territoriale, e in particolare dall’Assessorato alle Politiche Sociali, che ha saputo accogliere le numerose proposte delle realtà rappresentative che hanno collaborato alla stesura del testo finale».
«Siamo consapevoli – aggiunge – che la riattivazione di tali servizi dovrà essere graduale e prudente, e dovranno essere monitorati gli esiti e l’efficacia delle misure adottate in particolare in aree fortemente critiche, come quelle relative al servizio di trasporto delle persone presso i centri e alla mensa, che configurano scenari in cui il rischio di assembramento è più alto, ricordando, come abbiamo detto più volte, che le ormai ben note regole di prevenzione sanitaria, ma anche l’uso dei dispositivi di protezione, non possono essere adottate e assicurati da tutti». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishlazio.it.

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