Disabilità: la discriminazione non si somma, si moltiplica

“Essere donna e persona con disabilità”, “Essere di origine straniera e persona con disabilità” ed “Essere persona LGBT+ e persona con disabilità”: vertono su queste condizioni i tre agili questionari su cui si basa “#stopallostigma”, indagine lanciata dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), nell’àmbito del progetto “Disabilità: la discriminazione non si somma, si moltiplica – Azioni e strumenti innovativi per riconoscere e contrastare le discriminazioni multiple”, un’iniziativa certamente degna della maggior diffusione possibile

Realizzazione grafica dedicata alla discriminazione

Una realizzazione grafica dedicata alla discriminazione e allo stigma

«La discriminazione, lo stigma, gli abusi, le molestie che troppe persone con disabilità ancora vivono nelle nostre società, non possono essere contrastati senza la consapevolezza e la partecipazione attiva di coloro stessi che ne sono vittime»: parte da questo assunto #stopallostigma, nuova meritoria iniziativa lanciata dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), consistente in un’indagine che fa parte del progetto dedicato appunto alla discriminazione plurima e denominato Disabilità: la discriminazione non si somma, si moltiplica – Azioni e strumenti innovativi per riconoscere e contrastare le discriminazioni multiple, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso lo specifico Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel Terzo Settore.

La ricerca si basa su tre agili questionari, rigorosamente anonimi, riguardanti altrettante possibili condizioni di discriminazione multipla, vale a dire essere donna e persona con disabilità, essere di origine straniera e persona con disabilità ed essere persona LGBT+ e persona con disabilità, ove per LGBT+ si fa riferimento a persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender.

Il primo questionario, su donne e disabilità, costituisce in realtà la seconda edizione dell’indagine chiamata VERA (acronimo per Violence Emergence, Recognition and Awareness, ovvero letteralmente “Emergenza, riconoscimento e consapevolezza della violenza”), pure promossa dalla FISH nell’autunno del 2018 e centrata appunto sul tema della violenza nei confronti delle donne e delle ragazze con disabilità.
L’attuale questionario si chiama infatti VERA 2 e si rivolge anch’esso a tutte le donne con disabilità, indipendentemente dal fatto che abbiano subìto violenza e anche a quelle che abbiano già risposto alla prima edizione dell’iniziativa.

Il secondo questionario, invece, si rivolge, come detto, alle persone con disabilità di origine straniera, indifferentemente che siano di prima o di seconda generazione, quindi migranti in Italia da un Paese straniero o nate in Italia da almeno un genitore straniero.

Il terzo questionario, infine, pone l’attenzione sulle persone LGBT+ con disabilità e mira ad indagare il tema delle discriminazioni multiple rispetto a due fattori di rischio: la disabilità e l’orientamento sessuale o l’identità di genere.

Tutti coloro che vivono queste condizioni e che vorranno contribuire all’indagine raccontando la propria storia renderanno sempre più ampio il panorama della ricerca: a loro si rivolge dunque l’appello della FISH, ma anche a tutte le organizzazioni di persone con disabilità affinché diffondano l’iniziativa nel modo più capillare possibile. (S.B.)

Tutti i dettagli sull’indagine #stopallostigma, promossa dalla FISH, insieme ai questionari su cui essa si basa, sono disponibili accedendo a questo link. Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishonlus.it.

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