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È tempo di sostituire i “luoghi dell’esclusione” con i “luoghi della vita”

Scultura di figura antropomorfica con mani davanti alla faccia

Una scultura antropomorfa che ben rappresenta la segregazione delle persone con problemi di salute mentale e in generale con disabilità

«I servizi di salute mentale sono una parte essenziale di tutte le risposte dei Governi a Covid-19. Devono essere ampliati e interamente finanziati. Le politiche devono supportare e prendersi cura delle persone con disturbi mentali e proteggere i loro diritti umani e la loro dignità»: con queste parole, il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha presentato a metà maggio il documento su salute mentale e coronavirus, in vista della prossima Assemblea Mondiale della Sanità e «questo autorevole intervento – viene sottolineato dal Coordinamento della Conferenza Nazionale per la Salute Mentale – rafforza la nostra convinzione che sia necessario rilanciare in Italia i servizi presenti sul territorio, dei quali vogliamo evidenziare le carenze sistemiche, culturali e delle pratiche che questa emergenza ha messo in luce, così come la tenuta dei buoni servizi e le pratiche emancipative avviate che vogliamo portare avanti e rafforzare».
È a tale scopo che la Conferenza stessa ha promosso per domani, 30 maggio, l’assemblea telematica che sarà trasmessa in diretta su YouTube e Facebook, per porre appunto il tema della salute mentale al centro della fase di rilancio del Paese.

«Dopo anni di sottrazione di risorse e riduzione dei servizi – dichiarano dal Coordinamento della Conferenza -, bisogna di nuovo ribadire l’orizzonte di senso, político, culturale e tecnico, nel quale operare, definire gli obiettivi operativi, indicare le priorità di investimento e collocazione delle risorse in un settore cruciale per costruire il futuro dell’Italia. Vogliamo farlo con le operatrici e gli operatori dei servizi territoriali, sanitari e sociali, delle realtà cooperative e associative, con le persone che lavorano e hanno esperienza della sofferenza psichica, della disabilità, dellesclusione, perché a tutte e tutti, dai bambini agli adulti, dai giovani agli anziani, siano riconosciuti pieni diritti di cittadinanza e di cura, perché davvero nessuno resti indietro».

Secondo la Conferenza per la Salute Mentale, sono principalmente quattro gli obiettivi che l’emergenza coronavirus ha evidenziato come cruciali da affrontare, per contribuire a determinare strategie e politiche di intervento che utilizzino i finanziamenti per il rilancio del Servizio Sanitario Nazionale, vale a dire: «1. costruire o rafforzare servizi territoriali di prossimità, di salute di comunitá, servizi alla persona con disabilità, servizi per gli anziani; 2. operare per superare logiche e prassi delle strutture residenziali chiuse, per persone con problemi di salute mentale, per anziani e per persone con disabilità, per sostituire “i luoghi dell’esclusione con i luoghi della vita”; 3. sostenere quei progetti in grado di favorire lautonomia delle persone, il loro diritto all’abitare e al lavoro, a una socialità ricca, a percorsi di emancipazione e ripresa; 4. sviluppare le pratiche volte a contrastare le violazioni dei diritti umani, tra cui la contenzione e le forme di segregazione e interdizione, vecchie e nuove».

«Vogliamo riportare i risultati dell’Assemblea di domani – concludono dalla Conferenza – all’attenzione del Governo e della Conferenza delle Regioni con i quali costruire un successivo momento pubblico di confronto». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@conferenzasalutementale.it.