Bene i soldi in più per il “Dopo di Noi”, ma la legge va attuata correttamente

«Bene queste risorse in più, che dovranno però unirsi a quelle precedentemente disponibili e ancora non spese, nonché a quelle messe a disposizione da Regioni, Enti Locali e anche da famiglie, da enti del terzo settore e da privati, per arrivare finalmente a una corretta attuazione della Legge 112/16, a partire dalla redazione del progetto individuale di vita»: così la Fondazione Nazionale ANFFAS “Dopo di Noi” commenta i 20 milioni in più destinati dal “Decreto Rilancio” al Fondo Nazionale istituito dalla Legge 112/16, per le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare

Genitori insieme a figlio con disabilità in carrozzina«Esprimiamo soddisfazione per l’attenzione che il Governo ha voluto porre a questo importante tema e auspichiamo che il Parlamento non solo la confermi, ma ne aumenti la dotazione»: così la Fondazione Nazionale ANFFAS “Dopo di Noi”, da sempre impegnata su quest’ultimo tema, ma anche sul monitoraggio e sulla corretta applicazione della Legge 112/16, meglio nota appunto come “Legge sul Dopo di Noi” o “sul Durante e Dopo di Noi”, commenta il provvedimento assunto dal Governo nel cosiddetto “Decreto Rilancio” (articolo 104), il Decreto Legge 34/20 di cui è in corso la conversione in legge, tramite il quale il Fondo Nazionale istituito dalla stessa Legge 112/16 per le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare è stato incrementato di ulteriori 20 milioni di euro per l’anno 2020, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.
Nella relazione illustrativa del Decreto si specifica infatti che «le risorse del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare sono aggiuntive rispetto a quelle già destinate alle prestazioni e ai servizi a favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare da parte delle Regioni, nonché da parte delle autonomie locali. […] In questo quadro, appare, dunque, evidente la necessità di aumentare ulteriormente per l’anno 2020 il Fondo a causa dei complessivi maggiori oneri e costi, che derivano con riferimento alla tutela delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare in considerazione della emergenza da Covid 19, in quanto le prossime fasi di c.d. convivenza con il virus rendono ancora più urgente l’adozione, tra l’altro, di forme di c.d. deistituzionalizzazione e di interventi di supporto alla domiciliarità, nonché di maggiore attitudine alla vita autonoma quotidiana, volte a ridurre, in ambienti domestici e alloggiativi adeguati, i rischi di contagio delle persone con disabilità grave, già fisiologicamente più esposte [grassetti nostri nella citazione, N.d.R.]».

«Appare pertanto chiaro – commentano dalla Fondazione ANFFAS “Dopo di Noi” – che il Legislatore, con tali risorse, fornisce una precisa indicazione a Regioni ed Enti Locali anche sulle finalità del loro utilizzo, oltre al fatto che le risorse stesse devono essere considerate come aggiuntive a quelle che le Regioni e gli Enti Locali devono rendere disponibili. Ed è importante anche il richiamo alla priorità per i percorsi di deistituzionalizzazione e al sostegno per quelle strutture che a causa del coronavirus saranno chiamate a dover sopportare inevitabili ulteriori costi».
«Allo stesso tempo – aggiungono tuttavia dalla Fondazione – esprimiamo preoccupazione per i ritardi fin qui accumulatisi nella corretta, puntuale e omogenea applicazione della Legge 112/16, ciò che ha comportato enormi difficoltà da parte delle famiglie e delle associazioni a poter concretamente godere dei suoi benefìci e che anzi, in molti casi, ha finito con il dissuadere le iniziative di associazioni e famiglie per le troppe complicazioni burocratiche frapposte dalle varie Amministrazioni preposte. Riteniamo invece che oggi più che mai, anche a fronte della terribile esperienza vissuta col coronavirus, la Legge 112/16, unitamente ad altre analoghe preesistenti norme, presenti un’occasione imperdibile per abbandonare definitivamente una logica di residenzialità fatta di grandi numeri, di istituti e di luoghi segreganti, in favore di soluzioni, che come previsto da tale norma, riproducano il più possibile la casa e il contesto familiare di origine, garantendo ad ognuno il proprio diritto fondamentale di poter scegliere, dove, come e con chi vivere, anche se con adeguati sostegni, pure ad elevata ed elevatissima intensità».

«Auspichiamo quindi – concludono dalla Fondazione – che queste ennesime risorse si uniscano a quelle precedentemente disponibili e ancora non spese, nonché a quelle messe a disposizione da Regioni, Enti Locali e anche da famiglie, da enti del terzo settore e da privati. Ci auguriamo soprattutto che tali risorse non vadano ad essere disperse con “interventi spot” o di scarsa efficacia, ma servano appunto a dare una corretta attuazione alla Legge 112 e al suo piano applicativo, partendo dalla corretta redazione del progetto individuale di vita, redatto ai sensi e per gli effetti dell’articolo 14 della Legge 328/00. E non ultimo, sarebbe anche utile e auspicabile che a tutto ciò si accompagnasse finalmente anche la prevista campagna informativa a cura della Presidenza del Consiglio, da mettere in atto anche sugli strumenti di protezione e destinazione del patrimonio e di protezione giuridica». (S.B.)

Ricordiamo che per garantire la migliore conoscenza e applicazione possibile della Legge 112/16, la Fondazione ANFFAS “Dopo di Noi”, insieme all’ANFFAS Nazionale (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), ha promosso lo specifico progetto Liberi di scegliere… dove e con chi vivere, i cui contenuti sono consultabili sul sito dell’ANFFAS Nazionale (a questo link). Per ulteriori informazioni e approfondimenti: comunicazione@anffas.net.

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